
Nel silenzio della cameretta compare una domanda sullo schermo: “Vuoi continuare a giocare?”. Bonnie tocca subito il pulsante luminoso, ma dall’altra parte della stanza Woody resta con una benda da pirata sull’occhio, Jessie tiene in mano una mappa disegnata al contrario e Buzz Lightyear è ancora pronto a partire verso un pianeta costruito con tre cuscini e una coperta. Nessuno sa se l’avventura sia finita oppure se sia stata semplicemente messa in pausa. La responsabile di quel momento stranissimo è Lilypad, il nuovo tablet di Toy Story 5, capace di mostrare giochi, immagini e sorprese con un solo tocco. Per Bonnie è difficile staccare gli occhi dallo schermo. Per i giocattoli, invece, comincia un mistero: come si fa a coinvolgere in una storia qualcuno che sembra avere già tutte le storie dentro di sé?
Lilypad arriva nel mondo di Woody con un modo di giocare completamente diverso. Gli altri hanno bisogno di una voce, di una mano che li faccia muovere e di un’idea che trasformi la stanza. Un tappeto può diventare un oceano, una sedia può trasformarsi in una montagna e una scatola può partire per la Luna senza neppure lasciare il pavimento. Lilypad non deve aspettare che qualcuno inventi tutto questo. Il suo schermo si accende e porta subito con sé colori, suoni e attività già pronte. Eppure, quando viene stampata su un foglio, succede qualcosa di buffissimo: il tablet che sapeva sempre cosa mostrare non può fare assolutamente nulla senza l’immaginazione di un bambino.
Il disegno di Lilypad appare bianco, tranquillo e pieno di possibilità. Non ci sono pulsanti che scelgono automaticamente i colori. Nessun programma suggerisce come dipingere gli occhi o quale tonalità usare per il corpo. Un bambino può prendere una matita verde e immaginare una Lilypad simile a una ranocchia del laghetto. Oppure può scegliere il fucsia, il turchese, il giallo sole e riempirla di pallini. Lo schermo può diventare una finestra sullo spazio, una faccia che fa le linguacce, una mappa segreta o un gioco inventato proprio in quel momento.
Forse Lilypad, potendo parlare dal foglio, chiederebbe di seguire una procedura precisa. Prima il colore principale, poi i dettagli, poi lo sfondo. Un bambino potrebbe ascoltarla per circa cinque secondi e decidere invece di cominciare dal centro dello schermo con una grande spirale arancione. Accanto alla spirale comparirebbe un pesce volante, poi una stella con gli stivali e infine un dinosauro minuscolo che mangia biscotti. Lilypad cercherebbe una spiegazione nei suoi dati, ma non ne troverebbe nessuna. Non serve una spiegazione quando si sta giocando. Serve soltanto un’idea abbastanza divertente da far venire voglia di aggiungerne un’altra.
Colorare Lilypad può iniziare con calma e trasformarsi presto in una storia enorme. Una sfumatura azzurra sullo sfondo diventa acqua. Alcune foglie rotonde cominciano a galleggiare e il foglio si trasforma in uno stagno. Il nome Lilypad ricorda proprio le foglie delle ninfee, quelle che nei racconti sembrano piccoli materassi verdi per le rane. Basta disegnare qualche canna, due libellule e un pesciolino curioso per portare il personaggio in un luogo lontanissimo dalla cameretta di Bonnie.
In questo stagno immaginario, Lilypad potrebbe essere la guida di una gara davvero bizzarra. Jessie salta da una ninfea all’altra senza fermarsi mai. Woody naviga dentro una barchetta di carta e cerca disperatamente di non bagnare il cappello. Buzz sorvola l’acqua convinto di esplorare un pianeta sconosciuto. Rex rimane sulla riva perché una rana grande quanto una noce lo sta fissando. Forky trova un bicchiere di plastica impigliato tra le piante e annuncia di aver scoperto la casa perfetta.
Lilypad prova a indicare il percorso più breve sul suo schermo. Jessie prende una scorciatoia che non compare sulla mappa. Buzz segue il riflesso del sole pensando che sia un segnale spaziale. Woody si ferma per aiutare una coccinella salita sulla barca. Rex corre nella direzione sbagliata per sfuggire alla ranocchia. Il piano ordinato sparisce nel giro di pochi minuti, ma la gara diventa molto più divertente. Forse Lilypad comincia a capire che non sapere esattamente cosa succederà può essere una bella sorpresa.
Un altro bambino potrebbe guardare lo stesso disegno della Lilypad e non vedere affatto uno stagno. Potrebbe immaginare una sala giochi segreta nascosta dietro l’armadio di Bonnie. Lilypad è la chiave per entrare. Sul suo schermo compare una sequenza di forme da riconoscere: una stella, un cappello da cowboy, una forchetta e un dinosauro. Woody capisce subito la seconda figura. Forky sostiene che la terza sia chiaramente la più importante. Rex non vuole premere il simbolo del dinosauro perché teme che possa farne comparire uno vero.
Dietro la porta segreta si trova un corridoio pieno di stanze. In una ci sono montagne di mattoncini. In un’altra, decine di palline colorate rimbalzano senza sosta. Una terza contiene soltanto una scatola vuota. Woody e Jessie la scelgono subito, perché sanno che una scatola vuota può diventare qualunque cosa. Lilypad resta perplessa. Ha davanti giochi luminosi e complicati, eppure gli altri preferiscono un pezzo di cartone. Poco dopo, quella scatola è diventata un treno, una fortezza e perfino una pizzeria per giocattoli.
I bambini possono disegnare questa sala segreta intorno al personaggio. Una porta compare dietro Lilypad, alcune frecce indicano i passaggi e piccoli oggetti diventano indizi. Si può aggiungere una chiave nascosta, un pulsante gigante o una pila di cuscini da superare. Ogni nuovo dettaglio porta una domanda. Chi ha costruito quel posto? Perché la porta era chiusa? Che cosa succede se Forky preme il pulsante rosso? La risposta può nascere direttamente dalla matita.
Anche lo schermo del Lilypad tablet può diventare un gioco nel gioco. Dentro si possono disegnare applicazioni create apposta per Woody e i suoi amici. Il Cercacappelli aiuta Woody a ritrovare il suo accessorio preferito. La Pista Lampo costruisce per Jessie percorsi sempre più veloci. La Mappa Stellare di Buzz mostra pianeti, satelliti e, per errore, anche il frigorifero. Rex potrebbe avere un’applicazione che misura quanto è spaventosa una situazione. Purtroppo, segnerebbe sempre il livello massimo.
Forky sceglierebbe sicuramente qualcosa di molto particolare. La sua applicazione preferita potrebbe chiamarsi Trova Rifiuti e segnalare ogni tappo, cartoncino o posata di plastica presente in casa. Quando Lilypad rileva una carta accartocciata sotto il letto, Forky parte di corsa come se avesse appena trovato un tesoro. Gli altri lo seguono, pensando che abbia scoperto un oggetto importante. Dopo una lunga ricerca, capiscono che si tratta soltanto di un vecchio involucro, ma per lui è comunque magnifico.
Questi piccoli simboli possono essere disegnati con pennarelli sottili o matite ben temperate. Chi preferisce spazi grandi può riempire lo schermo con un’unica immagine. Un arcobaleno, una galassia, il volto sorridente di Bonnie o una rana con la corona funzionano benissimo. Non occorre riempire ogni centimetro. Anche una superficie semplice può diventare speciale con un colore intenso e qualche riflesso lasciato bianco.
Le matite colorate permettono di lavorare con calma e di mescolare due tonalità. I pennarelli rendono lo schermo acceso e vivace. I pastelli a cera sono perfetti per le aree più ampie e lasciano segni allegri. Se la carta è abbastanza resistente e un adulto prepara il tavolo, si può anche dipingere lo sfondo con le tempere. Un grande cielo scuro porta Lilypad nello spazio. Una macchia verde crea un prato. Alcune pennellate blu diventano uno stagno in pochi secondi.
Non è necessario terminare tutto subito. C’è chi colora gli occhi, sceglie il disegno dello schermo e decide di continuare più tardi. Qualcun altro parte dallo sfondo perché ha già in mente l’intera avventura. Un foglio può aspettare sul tavolo o dentro una cartellina. Quando torna la voglia di disegnare, può comparire un nuovo personaggio, un oggetto buffo o un luogo che prima non esisteva.
Stampare Lilypad da colorare può essere un’idea semplice per un pomeriggio in casa, una giornata di pioggia o una pausa dopo la scuola. Non servono preparativi complicati. Bastano la pagina, qualche colore e un po’ di spazio. Un genitore può sedersi vicino e ascoltare la storia che nasce, senza decidere come deve essere dipinta la figura. Una domanda breve può dare una spinta alla fantasia: che cosa sta mostrando Lilypad? Chi ha nascosto il caricabatterie? Perché Woody guarda sotto il letto?
Il caricabatterie, infatti, potrebbe essere al centro di una missione parecchio movimentata. Lilypad mostra un misero uno per cento e la sua voce diventa sempre più lenta. Buzz dichiara l’emergenza energetica. Jessie organizza subito una squadra. Woody cerca di capire dove Bonnie abbia lasciato il cavo. Rex ricorda di aver visto qualcosa di lungo e nero vicino alla porta, ma potrebbe essere stato il laccio di una scarpa. Forky tiene in mano la spina e crede che sia una specie di pettine.
Per raggiungere la presa, i giocattoli devono attraversare una montagna di libri, passare sotto una sedia e superare il temibile aspirapolvere. Lilypad calcola il tragitto migliore, ma nessuno riesce a seguirlo. Jessie corre avanti. Buzz si ferma per controllare un rumore. Woody torna indietro a recuperare Rex, rimasto incastrato tra due scatole. Forky abbandona per un momento la missione perché ha trovato un pezzetto di carta luccicante.
Quando arrivano finalmente alla presa, scoprono che il cavo è troppo corto. Woody propone di spostare Lilypad. Buzz vuole costruire una prolunga spaziale. Jessie unisce alcune corde giocattolo, anche se non servono a trasportare elettricità. Rex suggerisce di aspettare Bonnie, ma lo dice con una voce così preoccupata che nessuno lo ascolta. La soluzione arriva forse dal bambino che sta colorando. Può disegnare una base di ricarica, una batteria magica o un piccolo robot capace di portare energia.
Questa è la parte più bella della pagina. La storia non deve rispettare le regole del mondo reale. Una matita può creare l’oggetto che manca. Se Lilypad ha bisogno di energia, basta inventare un fiore luminoso, una stella tascabile o una rana elettrica che carica gli apparecchi saltando. Il foglio accetta qualunque idea e non chiede mai una password.
La figura può anche essere trasformata nella presentatrice di uno spettacolo. Sullo schermo compare la scritta “Talenti della cameretta” e tutti i giocattoli si preparano. Woody racconta una storia del vecchio West. Jessie esegue un percorso velocissimo tra i libri. Buzz prova un atterraggio elegante, ma finisce in una cesta. Rex canta una nota e si spaventa del proprio suono. Forky mostra una collezione di tappi che considera assolutamente straordinaria.
Lilypad assegna i punti, ma si accorge che confrontare i numeri non è facile quando ogni esibizione fa ridere in modo diverso. Decide allora che tutti hanno vinto. Sul suo schermo compaiono coriandoli, mentre Forky cerca di raccoglierli e portarli via. Il bambino può disegnare stelle, palloncini e luci intorno alla scena, creando una festa piena di movimento.
La stessa pagina può diventare una piccola storia a fumetti. Su un altro foglio si disegnano alcune vignette. Nella prima, Lilypad arriva nella stanza. Nella seconda, Bonnie tocca lo schermo e i giocattoli la osservano. Poi salta la connessione. Woody propone di inventare un gioco senza internet. Lilypad non sa da dove cominciare e chiede quale pulsante debba premere. Jessie le spiega che basta dire la prima cosa assurda che le viene in mente.
Lilypad pensa e propone una lumaca astronauta che cucina spaghetti sulla Luna. Buzz approva immediatamente la parte spaziale. Woody vuole aggiungere un bandito. Rex chiede se la lumaca sia pericolosa. Forky domanda se il guscio possa essere usato come cestino. In pochi istanti nasce un’avventura che nessuno aveva preparato. Il tablet scopre di poter partecipare senza mostrare un gioco già fatto.
Lilypad porta quindi nella storia un incontro curioso tra tecnologia e fantasia. Sa trovare immagini, proporre attività e attirare l’attenzione, ma Woody e la sua banda conoscono il piacere di inventare senza conoscere la fine. Non devono essere nemici. Lo schermo può mostrare una mappa e i giocattoli possono trasformarla. Può riprodurre una musica e Jessie può creare un ballo. Può illuminare un angolo buio mentre Buzz guida la spedizione.
Dopo aver finito di colorare, il disegno può essere appeso in cameretta, messo sul frigorifero o conservato in una raccolta dedicata a Toy Story 5. Più bambini possono stampare la stessa Lilypad e darle stili completamente diversi. Una vive nello stagno, una nello spazio e un’altra gestisce una scuola per giocattoli. Accostate, sembrano protagoniste di episodi differenti.
Con l’aiuto di un adulto, la figura può essere ritagliata e incollata su un cartoncino. Una scatola da scarpe diventa la cameretta di Bonnie, alcuni tappi puliti diventano sedie e piccoli pezzi di stoffa si trasformano in tappeti. Si possono disegnare anche Woody, Buzz, Jessie, Rex e Forky. Il disegno da colorare si trasforma in un teatrino dove ogni rappresentazione cambia.
Lilypad potrebbe iniziare come la giocattola che vuole organizzare tutto. Indica l’ora, propone il gioco e spiega le regole. Dopo pochi minuti, Woody ha cambiato la storia, Jessie ha costruito una pista, Buzz è partito per lo spazio e Forky è scomparso dentro una scatola. Invece di arrabbiarsi, Lilypad può imparare a seguire il caos e perfino ad aggiungere qualche sorpresa.
Il disegno della Lilypad è pronto proprio per questo. Non mostra una storia già conclusa. Lascia spazio per colorare, dipingere, disegnare e inventare. Il suo schermo può contenere una mappa, un messaggio o un mondo intero. Basta stampare la pagina, scegliere il primo colore e lasciar partire la fantasia. Lilypad forse conosce migliaia di giochi, ma non può sapere se oggi diventerà una regina delle rane, la comandante di una nave o la giudice di una gara tra giocattoli. Quella decisione appartiene soltanto al piccolo artista davanti al foglio.

A soli 5 anni, Gustavo ha trasformato una semplice richiesta di stampare disegni da colorare in un’idea che oggi ispira bambini in oltre 150 paesi.
È così che è nato Imprimivel.com, un progetto creato insieme a suo padre, Jean Bernardo, per diffondere colore, immaginazione e gioia in 10 lingue diverse, raggiungendo un pubblico potenziale di oltre 800 milioni di bambini in tutto il mondo.
Oggi Gustavo è responsabile della selezione dei contenuti, scegliendo con entusiasmo temi e personaggi capaci di far sorridere altri bambini, sempre sotto la supervisione editoriale di suo padre, che trasforma le idee del figlio in realtà.
