
Ehi, ma i capelli di Woody dove sono finiti?
In questo disegno la fronte dello sceriffo si nota subito. L’attaccatura sembra più alta, le ciocche ai lati paiono meno folte e viene spontaneo domandarsi se il cowboy di Toy Story 5 stia iniziando a diventare calvo. Forse è soltanto l’effetto dell’inquadratura, oppure siamo così abituati a vedere la sua solita sagoma che, con la testa completamente visibile, ogni particolare sembra diverso. Nel film non c’è una storia ufficiale sulla perdita dei capelli di Woody. La domanda nasce osservando questa immagine e può diventare il punto di partenza per un’attività allegra, curiosa e piena di colori.
Prima di cercare il giallo per la camicia o il blu per i pantaloni, i bambini possono fermarsi a studiare il viso. Dove comincia esattamente l’attaccatura? La fronte è davvero più ampia? Ci sono meno capelli o le ciocche sono semplicemente disegnate in modo diverso? Ogni bambino potrebbe dare una risposta propria, e il bello è proprio questo.
Il disegno di Woody si può stampare per colorare a casa, a scuola o durante un pomeriggio dedicato ai personaggi di Toy Story. Alcuni bambini vorranno seguire fedelmente le linee già presenti. Altri aggiungeranno una frangia, nuovi ciuffi o una chioma molto più folta. Qualcuno potrebbe decidere che lo sceriffo sta benissimo quasi completamente calvo.
Con due copie stampate, il confronto diventa ancora più divertente. Nella prima Woody può conservare i capelli dell’illustrazione. Nella seconda può ricevere ricci, basette, capelli grigi o un enorme ciuffo. Affiancando i due fogli, si vede subito quanto una piccola modifica riesca a cambiare l’espressione di un volto conosciuto.
Per dipingere i capelli senza trasformarli in una macchia uniforme, si può stendere un marrone chiaro e aggiungere qualche tratto più scuro lungo i bordi. Non serve disegnare ogni singolo capello. Bastano poche linee curve per indicare la direzione delle ciocche e creare un po’ di volume.
Chi vuole giocare con l’idea della calvizie può lasciare più spazio libero sulla parte alta della testa e prolungare leggermente la fronte con una matita color carne. Un’altra versione potrebbe mostrare tre o quattro fili argentati, come se le tante missioni con Buzz Lightyear avessero fatto comparire i primi capelli bianchi. Si tratta sempre di interpretazioni create per colorare e disegnare, non di cambiamenti ufficiali del personaggio.
La testa ben visibile permette anche di osservare meglio le orecchie, le sopracciglia, la curva della fronte e il modo in cui i capelli seguono il profilo del viso. Un genitore o un insegnante può chiedere quale dettaglio sembra più insolito. Non tutti parleranno dei capelli. Alcuni bambini noteranno il sorriso, altri la forma del naso o lo spazio sopra gli occhi.
Woody è uno dei giocattoli più conosciuti dell’universo Disney e Pixar. È il cowboy parlante che apparteneva ad Andy e che per molto tempo ha cercato di tenere unito il gruppo. Il rapporto con Buzz Lightyear è cominciato tra gelosia, discussioni e incomprensioni, ma si è trasformato in un’amicizia capace di superare traslochi, salvataggi e separazioni.
Toy Story 5 riporta in scena Woody, Buzz, Jessie e gli altri giocattoli, questa volta alle prese con l’arrivo dell’alta tecnologia. La pagina ufficiale Disney Italia presenta proprio l’incontro tra i giocattoli e l’High Tech come uno degli elementi centrali della nuova avventura.
Lilypad è il personaggio che rende questo contrasto così evidente. Si tratta di un nuovo tablet a forma di rana, con uno schermo liscio e idee molto particolari su ciò che potrebbe essere meglio per Bonnie. Rispetto agli abiti cuciti di Woody, alle articolazioni di Buzz e alle texture degli altri giocattoli, Lilypad appartiene a un mondo visivo completamente diverso. La descrizione ufficiale Pixar conferma che il nuovo dispositivo mette alla prova il ruolo di Woody, Buzz, Jessie e della loro compagnia.
Questo incontro può continuare sullo sfondo del disegno. Da una parte i bambini possono aggiungere costruzioni, pupazzi, macchinine, puzzle, scatole e peluche. Dall’altra possono disegnare Lilypad con il corpo verde, gli occhi grandi da rana e lo schermo al centro.
Non è necessario copiare una scena precisa del film. La cameretta può essere inventata da zero, magari prendendo spunto dalla stanza del bambino, dall’aula o da un luogo fantastico. L’importante è distinguere ciò che appartiene alla storia ufficiale da ciò che nasce durante l’attività.
La nuova pettinatura di Woody può diventare il centro della scena. Lilypad potrebbe scattargli una foto. Buzz potrebbe chiedersi se anche gli Space Ranger perdano i capelli. Jessie potrebbe arrivare con un minuscolo pettine mentre Woody guarda tutti con aria perplessa.
Queste situazioni non devono sembrare avvenimenti reali di Toy Story 5. Sono idee giocose per arricchire la pagina da colorare. I bambini possono inventare dialoghi, espressioni e piccoli oggetti senza cambiare la trama del film.
Una nuvoletta può rendere tutto ancora più simpatico. Woody potrebbe dire: “Qualcuno ha visto il mio pettine?” oppure “Buzz, smettila di fissarmi la fronte!”. Una frase più gentile potrebbe essere: “Uno sceriffo sta bene con qualsiasi pettinatura.” Ogni bambino può scrivere la propria battuta e spiegare perché l’ha scelta.
Dopo la testa arriva la camicia, che propone un tipo di lavoro completamente diverso. Il tessuto giallo presenta un motivo a quadri formato da linee incrociate. I più piccoli possono colorare l’intera area e ridisegnare qualche linea alla fine. Chi ama i dettagli può seguire ogni incrocio e mantenere visibili gli spazi tra una linea e l’altra.
Intorno ai 6 anni, non è necessario rispettare tutti i quadretti. Camicia, pantaloni, gilet e stivali offrono zone ampie che possono essere riempite con pastelli a cera. Se qualche linea sparisce sotto il colore, il disegno non è rovinato. L’attività può concentrarsi sulla scelta delle tonalità e sul riconoscimento dei diversi capi.
A 9 o 10 anni, la stessa immagine permette un lavoro più preciso. Si possono usare due marroni per i capelli, conservare il motivo della camicia, girare attorno alle punte della stella e separare visivamente cintura e fondina. I bambini possono anche osservare l’attaccatura e decidere se, dopo aver colorato, Woody sembra ancora più calvo.
Il gilet a macchie di mucca è molto più libero rispetto alla camicia. Le forme non devono essere uguali, allineate o simmetriche. Una macchia può essere tonda, un’altra lunga e una terza del tutto irregolare. Bianco e nero ricordano l’aspetto più conosciuto di Woody, ma una seconda copia può avere macchie verdi, blu, arancioni o viola.
Il fazzoletto rosso aggiunge un colore acceso vicino al viso. I pantaloni possono essere dipinti con diverse sfumature di blu per ricordare il denim. Cintura, fondina e stivali stanno bene con marroni chiari e scuri. La stella da sceriffo e la fibbia possono essere gialle, dorate o argentate.
Questi colori aiutano a ottenere un Woody riconoscibile, ma non sono obbligatori. Una camicia viola, un fazzoletto verde e una stella azzurra possono appartenere a un costume inventato per una nuova missione. Il bambino può dare un nome alla missione e disegnare un piccolo simbolo sulla cintura.
La domanda sui capelli può trasformarsi in un sondaggio in classe. Dopo aver finito di colorare, l’insegnante chiede: “Woody sta diventando calvo oppure vediamo soltanto meglio la sua fronte?” Ogni alunno sceglie una risposta e indica un particolare dell’immagine che lo ha convinto.
Le opinioni cambieranno anche in base ai colori usati. Un marrone scuro con molte ciocche aggiunte farà sembrare i capelli più folti. Un tono chiaro e una zona più ampia lasciata libera renderanno la fronte ancora più evidente. Nessuna risposta è obbligatoria, perché l’obiettivo è osservare e spiegare ciò che si vede.
Su un altro foglio si possono disegnare tre piccole teste di Woody. La prima mantiene l’attaccatura dell’immagine. La seconda ha una chioma esagerata. La terza mostra il cowboy quasi completamente calvo. Il confronto aiuta a capire come una sola modifica possa cambiare l’aspetto di un personaggio senza alterare occhi, naso e bocca.
Un’altra attività può chiamarsi “Il nuovo look di Woody”. Ogni bambino sceglie una pettinatura e inventa il motivo. I ricci potrebbero servire per una festa nella stanza di Bonnie. Un taglio cortissimo potrebbe essere più pratico durante un salvataggio. Un ciuffo enorme potrebbe essere stato suggerito da Lilypad.
La battuta sulla calvizie deve rimanere leggera e rispettosa. Non serve a prendere in giro chi ha pochi capelli. Nasce dal desiderio di notare una differenza nell’illustrazione e trasformarla in un gioco di disegno. Woody resterebbe lo stesso cowboy leale e coraggioso anche senza un solo capello.
Toy Story 5 offre anche un’altra idea per riempire lo sfondo. Cinquanta action figure Hi-Tech Edition di Buzz Lightyear compaiono inaspettatamente su una spiaggia. Sono bloccate nella modalità Space Ranger e cercano di tornare allo Star Command.
Non bisogna dire che sono bloccate nella modalità giocattolo. La situazione divertente nasce proprio dal contrario. Questi Buzz si comportano come veri Space Ranger e non comprendono ancora pienamente di essere giocattoli.
Disegnarne cinquanta sarebbe un lavoro enorme, ma due o tre bastano per creare movimento. Un Buzz può guardare il cielo, un altro indicare la direzione sbagliata e un terzo fissare i capelli di Woody con aria sorpresa. Pose ed espressioni diverse trasformano lo sfondo in un piccolo gioco di osservazione.
Lilypad può apparire in un angolo con un messaggio sullo schermo. I bambini possono disegnare una mappa, una canzone, una nota per Bonnie o un’icona a forma di rana. Gli occhi arrotondati e il corpo verde permettono di riconoscerla senza farla sembrare un normale tablet rettangolare.
L’incontro tra Woody e Lilypad può aprire una conversazione sui diversi modi di giocare, senza dividere tutto in giocattoli buoni e schermi cattivi. Una domanda più interessante è: “Che cosa potrebbe insegnare Woody a Lilypad, e che cosa potrebbe insegnare Lilypad a Woody?”
Woody potrebbe mostrarle come costruire una città con scatole e costruzioni. Lilypad potrebbe cercare una musica per una parata, mostrare un paesaggio del deserto o trovare un’informazione utile per una missione. Le risposte possono diventare nuovi disegni attorno al personaggio.
In una classe, ogni bambino può aggiungere un oggetto che aiuti Woody a risolvere un problema. Qualcuno disegnerà una corda, qualcuno una mappa, qualcuno una scatola di giocattoli e qualcun altro lo schermo di Lilypad. Partendo dalla stessa immagine, ogni foglio finirà per raccontare una storia diversa.
Sotto lo stivale destro di Woody si trova un altro dettaglio famoso: il nome “ANDY”. Se la suola è visibile, i bambini possono cercare le lettere prima di iniziare a dipingere e lasciare un piccolo bordo pulito attorno alla scritta.
Quando la suola non compare, si può disegnare uno stivale in un angolo. Scrivere “ANDY” mantiene il legame con il vecchio proprietario. Usare il nome del bambino crea una versione immaginaria. Un nome completamente nuovo può appartenere a un personaggio inventato per la storia.
Per colorare bastano un foglio A4, matite colorate e pastelli a cera. I pennarelli sono utili per mettere in risalto il fazzoletto, la stella o alcune ciocche, ma un secondo foglio sotto il disegno protegge il tavolo nel caso in cui l’inchiostro attraversi la carta.
Un temperamatite aiuta nelle linee della camicia, nelle punte della stella, nei capelli e nelle lettere sotto lo stivale. Le aree grandi non richiedono una punta fine. In quei punti i pastelli a cera possono essere più veloci e comodi.
Quando il disegno è quasi pronto, vale la pena tornare a guardare la testa di Woody. I capelli sembrano ancora radi? Le ombre li hanno resi più folti? Il bambino ha aggiunto una frangia o ha allargato apposta la fronte?
È proprio questa domanda a rendere particolare l’immagine. La camicia a quadri, il gilet maculato e la stella da sceriffo sono elementi familiari, mentre l’attaccatura ben visibile invita a osservare, discutere e ridisegnare.
Un bambino manterrà i capelli originali, un altro creerà un ciuffo gigantesco e un altro ancora deciderà che Woody è pronto per affrontare una missione anche con la testa quasi calva. Restano soltanto tre scelte: la pettinatura definitiva, il nome sotto lo stivale e la frase da scrivere nella nuvoletta. Il foglio è pronto da stampare e colorare, ma la storia appartiene interamente a chi tiene in mano la matita.

A soli 5 anni, Gustavo ha trasformato una semplice richiesta di stampare disegni da colorare in un’idea che oggi ispira bambini in oltre 150 paesi.
È così che è nato Imprimivel.com, un progetto creato insieme a suo padre, Jean Bernardo, per diffondere colore, immaginazione e gioia in 10 lingue diverse, raggiungendo un pubblico potenziale di oltre 800 milioni di bambini in tutto il mondo.
Oggi Gustavo è responsabile della selezione dei contenuti, scegliendo con entusiasmo temi e personaggi capaci di far sorridere altri bambini, sempre sotto la supervisione editoriale di suo padre, che trasforma le idee del figlio in realtà.
