
Sul foglio c’è un giocattolo che sembra aver perso il libretto delle istruzioni. Ha due occhi che non riescono a guardare nella stessa direzione, braccia rosse tutte curve e una bocca blu pronta a fare l’ennesima domanda. È Forky, il personaggio di Toy Story costruito con materiali da lavoretto. Questo disegno di Forky di Toy Story 5 da colorare e stampare permette ai bambini di giocare con le sue espressioni, osservare le parti che lo compongono e inventare una versione personale senza dover cercare la perfezione.
La prima scelta riguarda il viso. Forky può sembrare sorpreso, preoccupato, allegro oppure completamente confuso cambiando soltanto la direzione delle pupille. Un occhio può guardare in alto mentre l’altro segue qualcosa fuori dal foglio. Entrambi possono fissare la sua bocca, come se Forky si fosse appena accorto di averne una. I bambini più piccoli possono semplicemente colorare le parti già disegnate, mentre chi ama disegnare può stampare una seconda copia e modificare lo sguardo.
La bocca blu è uno dei dettagli che si notano subito. Per ottenere un colore uniforme si può usare una matita ben temperata, seguendo il contorno con piccoli movimenti. Un pennarello dà un risultato più acceso, ma conviene passarlo una sola volta per non inzuppare la carta. Se lo spazio lo permette, intorno alla bocca si possono aggiungere leggere sfumature azzurre, lasciando però visibili le linee nere.
Sopra gli occhi compare il sopracciglio rosso, piegato in una forma irregolare. Non deve sembrare disegnato con un righello. Una parte leggermente più alta o una curva non perfettamente simmetrica rendono Forky ancora più riconoscibile. Su un’altra stampa il sopracciglio può cambiare inclinazione, così da creare una piccola raccolta di espressioni. Questa modifica appartiene al gioco del bambino e non rappresenta un nuovo aspetto ufficiale del personaggio.
Le guance rosa occupano due zone ridotte e sono adatte anche a chi sta imparando a restare dentro i bordi. Si può iniziare dal centro con un rosa più deciso e alleggerire la pressione verso l’esterno. Con i pastelli a cera, invece, basta riempire la forma con movimenti circolari. Il risultato non deve essere identico sui due lati, perché Forky ha già un aspetto volutamente artigianale.
Il suo corpo nasce da un cucchiaio-forchetta di plastica trasformato in giocattolo. Disney Italia presenta Forky proprio come una vecchia posata che non capisce perché si trovi nella cameretta di Bonnie e preferirebbe tornare nella pattumiera. Woody cerca di aiutarlo a comprendere il suo nuovo ruolo e l’importanza che ha per la bambina.
Questa forma insolita rende il corpo diverso da quello degli altri personaggi di Toy Story. Non ci sono magliette, bottoni o pantaloni da riempire con grandi campiture. La parte centrale può restare bianca, mentre un grigio molto chiaro serve a segnare i bordi e a far risaltare la plastica. Non occorre coprire tutta la superficie. Due leggere ombre laterali sono sufficienti per separare il personaggio dallo sfondo.
I denti arrotondati nella parte superiore offrono un piccolo esercizio di precisione. Invece di colorare velocemente da una parte all’altra, si può seguire ogni curva con la punta della matita. Chi ha già una buona manualità può aggiungere un’ombra sottile alla base dei denti, immaginando che la luce arrivi dall’alto. I più piccoli possono lasciarli completamente bianchi e concentrarsi sulle zone colorate.
Le braccia rosse sembrano realizzate con scovolini di ciniglia. Sul disegno possono essere dipinte con un rosso pieno oppure riempite con tanti segni corti e curvi, capaci di ricordare la superficie morbida e attorcigliata del materiale. Un rosso scuro lungo il bordo inferiore e un rosso più chiaro nella parte alta creano un effetto di volume senza complicare troppo l’attività.
Per seguire le curve delle braccia è utile muovere la matita nella stessa direzione della linea. In questo modo il colore accompagna la forma invece di tagliarla con tratti dritti. I bambini di circa sei anni possono usare un solo rosso. A nove o dieci anni si possono provare due tonalità, piccole ombre e segni che imitano le fibre.
I piedi ricordano pezzi di bastoncino di legno. Beige, color miele e marrone chiaro funzionano bene per distinguerli dal corpo bianco. Alcune linee sottili tracciate nel senso della lunghezza imitano le venature del legno. Non serve riempire ogni centimetro di dettagli. Tre o quattro segni irregolari danno già l’idea del materiale.
La base che tiene insieme il corpo e i piedi può restare chiara. Una matita grigia passata con poca pressione nella zona inferiore crea un’ombra semplice. Se nell’illustrazione compare il piccolo adesivo colorato sul piede, quella parte può diventare il punto più vivace del disegno. Una matita ben temperata aiuta a separare le strisce senza coprire i contorni.
Su una seconda copia l’adesivo può essere sostituito da un simbolo inventato. Una stella, un pallone, un fiore, un fulmine oppure l’iniziale del proprio nome trasformano la stampa in un Forky personale. Il nuovo simbolo non appartiene ai film, ma nasce come aggiunta creativa legata all’attività.
Prima di colorare tutto, si può preparare una piccola mappa dei materiali. Il bambino osserva il personaggio e assegna una parola a ogni parte: plastica per il corpo, ciniglia per le braccia, legno per i piedi. Accanto a ciascuna parola può disegnare un quadratino con il colore scelto. Questo semplice progetto aiuta a organizzare la pittura e rende più facile ricordare quali zone sono già state completate.
Un’altra attività parte dalle domande. In Italia la serie dedicata al personaggio si intitola I perché di Forky. Forky osserva il mondo e cerca di capire cose che per gli altri sembrano normali, proprio perché è un giocattolo appena nato e non conosce ancora le regole.
Accanto al disegno si può aggiungere una nuvoletta con una domanda inventata dal bambino. Forky potrebbe chiedere: «Perché le matite diventano corte?», «Dove vanno i calzini spaiati?» oppure «I quaderni dormono quando la scuola è chiusa?». Queste frasi non provengono dai film o dai cortometraggi. Servono soltanto a costruire una scena nuova e a far parlare il personaggio con parole create durante il gioco.
Chi non sa ancora scrivere può raccontare la domanda a un adulto, che la inserisce nella nuvoletta. I bambini più grandi possono progettare prima lo spazio, contare le parole e decidere se usare una o due nuvolette. Disegnare le lettere con matite colorate trasforma la domanda in una parte vera e propria dell’illustrazione.
Lo sfondo può essere costruito intorno alla domanda. Se Forky si chiede perché le matite diventano più corte, vicino a lui possono comparire un temperino e alcuni trucioli. Se vuole sapere dove finiscono i calzini, il bambino può disegnare una cesta della biancheria. Se la domanda riguarda la scuola, bastano un astuccio aperto e un quaderno. Ogni scenario nasce dall’immaginazione e non riproduce una scena ufficiale.
Per una versione più fantasiosa, il tavolo da disegno può diventare un paesaggio enorme. Una gomma si trasforma in una roccia, un righello diventa un ponte e i pastelli sembrano torri colorate. Forky si trova al centro e guarda tutto con i suoi occhi storti. Il bambino può disegnare prima gli oggetti grandi e aggiungere i particolari soltanto dopo aver colorato il personaggio.
Non è obbligatorio riempire ogni spazio bianco. Un’ombra sotto i piedi, due pezzetti di carta disegnati e una matita sullo sfondo possono bastare per dare un luogo alla scena. Lasciare alcune zone libere aiuta Forky a risaltare, soprattutto perché il suo corpo è prevalentemente bianco.
La stessa immagine può essere usata per una gara di facce buffe senza vincitori. Ogni partecipante stampa una copia e cambia soltanto pupille, sopracciglio e bocca. Quando i disegni sono pronti, si prova a indovinare quale emozione rappresentano. Un Forky con le pupille in alto può sembrare pensieroso, uno con la bocca molto aperta può apparire stupito, mentre uno con lo sguardo laterale potrebbe essere sospettoso.
Questa attività funziona bene anche con fratelli o compagni di classe di età diverse. I più piccoli scelgono l’emozione e colorano le parti grandi. I più grandi lavorano sulle sfumature, sulle texture e sullo sfondo. Tutti partono dallo stesso disegno, ma nessuno è costretto a svolgere esattamente lo stesso compito.
Stampare due copie permette anche di confrontare una versione ispirata ai colori conosciuti di Forky con una completamente inventata. Nella prima, il corpo resta bianco, le braccia e il sopracciglio diventano rossi, la bocca blu e le guance rosa. Nella seconda, il personaggio può trasformarsi in un Forky spaziale, marino oppure ispirato alle stagioni.
La versione spaziale potrebbe avere piccole stelle sul corpo, braccia viola e un pianeta disegnato sul piede. Quella marina può essere decorata con bolle, onde e pesciolini. Per un Forky autunnale si possono usare arancione, marrone e foglie colorate. Sono varianti create per dipingere e disegnare liberamente, non costumi ufficiali del personaggio.
La sua storia continua in Toy Story 5. Disney Italia conferma il ritorno di Forky nel film, mentre la presentazione ufficiale Pixar racconta che ora è felice di essere un giocattolo e sta per sposare Karen Beverly, una posata di plastica trasformata a sua volta in giocattolo. Forky le insegna ciò che ha imparato sul mondo, sulla vita da giocattolo e sulla spazzatura. Pixar aggiunge che Bonnie continua a sistemarlo quando ha bisogno di qualche riparazione artigianale.
Questa novità può ispirare una cornice decorativa, senza inventare come sarà la cerimonia nel film. Intorno a Forky si possono disegnare cuori di carta, coriandoli, nastri e piccoli adesivi. La pagina diventa una cartolina di auguri immaginata dal bambino. Non è necessario aggiungere altri personaggi o provare a ricostruire una scena non ancora mostrata nell’illustrazione.
Le riparazioni di Bonnie suggeriscono un secondo gioco. Su una copia nuova il bambino disegna un cerotto di carta, un adesivo diverso oppure una linea colorata che finge di rinforzare un braccio. Poi inventa una breve spiegazione: Forky potrebbe essersi incastrato dietro una scatola dei giochi oppure essere caduto dentro uno zaino. La storia è dichiaratamente inventata e serve a collegare il disegno alla sua natura artigianale.
A scuola, l’insegnante può distribuire lo stesso Forky da colorare assegnando consegne diverse. Un gruppo lavora sulle espressioni, uno prepara le domande e un altro disegna il luogo in cui si trova il personaggio. Le immagini possono essere esposte insieme, creando una parete piena di Forky differenti. Ogni bambino può raccontare in poche parole la scelta fatta senza dover stabilire quale disegno sia il più bello.
A casa, un adulto può leggere una domanda mentre il bambino prova a disegnare la faccia adatta. Una domanda buffa richiede magari una bocca sorridente. Una domanda difficile può far guardare gli occhi in direzioni opposte. Poi i ruoli si scambiano e il bambino inventa una domanda per l’adulto. In questo modo la pagina da colorare diventa anche un gioco di conversazione.
Per una pausa più tranquilla si può usare il disegno come cerca-dettagli. Un adulto nomina una parte e il bambino la indica prima di colorarla: bocca, sopracciglio, braccia, corpo, occhi o piedi. I più grandi possono creare piccoli indovinelli. «Sono due, ma non abbiamo la stessa misura» porta agli occhi. «Sono rosse, lunghe e tutte curve» fa trovare le braccia.
Matite colorate, pastelli a cera e pennarelli sono sufficienti per completare l’attività. Le matite permettono di controllare le zone piccole e creare ombre leggere. I pastelli coprono più in fretta le aree ampie. I pennarelli rendono brillanti bocca, guance e sopracciglio, ma è meglio appoggiare un foglio sotto la stampa se la carta è sottile.
Chi preferisce dipingere può usare poca tempera su una carta più spessa. Un pennello piccolo è adatto alle guance e alle braccia, mentre uno leggermente più largo può sfiorare i bordi del corpo con un grigio chiarissimo. Prima di passare a un altro colore conviene aspettare che la zona sia asciutta, così il rosso, il blu e il rosa non si mescolano.
Forky è un soggetto particolarmente rassicurante per chi teme di sbagliare. I suoi occhi non sono allineati, le braccia non hanno la stessa curva e la bocca sembra modellata a mano. Una linea un po’ storta non rende il disegno meno riuscito. Può sembrare semplicemente un altro piccolo segno lasciato sul tavolo da lavoro di Bonnie.
Quando la pagina è pronta, basta guardare pochi elementi per riconoscerlo: il corpo bianco da cucchiaio-forchetta, gli occhi di dimensioni diverse, il sopracciglio rosso, la bocca blu e le braccia attorcigliate. Cambiando appena lo sguardo o la forma della bocca, Forky sembra già pronto a formulare un nuovo perché.

A soli 5 anni, Gustavo ha trasformato una semplice richiesta di stampare disegni da colorare in un’idea che oggi ispira bambini in oltre 150 paesi.
È così che è nato Imprimivel.com, un progetto creato insieme a suo padre, Jean Bernardo, per diffondere colore, immaginazione e gioia in 10 lingue diverse, raggiungendo un pubblico potenziale di oltre 800 milioni di bambini in tutto il mondo.
Oggi Gustavo è responsabile della selezione dei contenuti, scegliendo con entusiasmo temi e personaggi capaci di far sorridere altri bambini, sempre sotto la supervisione editoriale di suo padre, che trasforma le idee del figlio in realtà.
