
Un attimo prima Jude Bellingham sembra lontano dall’azione, quello dopo compare davanti alla porta come se qualcuno lo avesse spostato con un telecomando. Ma dov’era nascosto? Il trucco, se così vogliamo chiamarlo, comincia molto prima che il pallone arrivi tra i suoi piedi. Jude guarda di qua, controlla di là, osserva il movimento dei compagni e cerca quel minuscolo spazio che potrebbe aprirsi nel momento giusto. Mentre gli avversari seguono la palla, lui sembra seguire ciò che sta per succedere. È proprio questa sua capacità di leggere il campo a rendere la Figurina di Jude Bellingham dei Mondiali 2026 da colorare un punto di partenza perfetto per una storia piena di calcio, immaginazione e colori scelti dai bambini.
Sul foglio l’azione è ferma, però basta osservarla per qualche secondo e la partita ricomincia nella fantasia. Il pallone potrebbe essere appena fuori dall’immagine, lanciato da un compagno verso Jude. Un difensore sta forse cercando di chiudergli il passaggio, mentre un altro giocatore corre verso l’area. Nessuno sa ancora quale sarà la scelta di Bellingham. Passerà? Proverà a tirare? Aspetterà un istante per mandare fuori tempo l’avversario? Il bambino può immaginare la risposta mentre colora e costruire tutto ciò che non si vede, trasformando una semplice figurina in una scena che sembra uscita da una partita decisiva.
La prima missione può essere quella di scegliere il carattere della figurina. Se si vogliono richiamare i colori dell’Inghilterra, si può creare una divisa riconoscibile, elegante e pronta per i Mondiali 2026. Se invece la fantasia ha già preso il comando, la maglia può diventare completamente diversa. Righe blu e arancioni, maniche piene di stelle, calzettoni verdi e scarpe dorate sono soltanto alcune possibilità. Lo stemma può essere inventato e disegnato direttamente sul petto, magari con un leone sorridente, un fulmine, un pallone con le ali o un animale scelto dal bambino.
Non occorre stabilire tutto prima di iniziare. Spesso le idee migliori arrivano proprio mentre la matita si muove. Una zona rimasta bianca può diventare un motivo sulla maglia. Un piccolo segno fuori dal contorno può trasformarsi in un coriandolo. Una macchia vicino alle scarpe può sembrare un ciuffo d’erba sollevato durante una corsa. Il foglio non chiede precisione assoluta e non dà voti. Invita a provare, cambiare, aggiungere e divertirsi senza preoccuparsi se il risultato è diverso da quello immaginato all’inizio.
Chi guarda Bellingham giocare si accorge che non corre in modo casuale. A volte rallenta proprio quando tutti si aspettano uno scatto. Aspetta che il difensore si muova, poi entra nello spazio lasciato libero. Altre volte arriva vicino alla porta da una posizione inattesa, quasi avesse seguito una strada segreta. Questa capacità può diventare parte del disegno. Il bambino può tracciare piccole frecce sul prato per mostrare il percorso del giocatore oppure disegnare una serie di impronte che raccontano il movimento prima dell’azione mostrata nella figurina.
Anche il pallone può essere aggiunto dove si preferisce. Vicino al piede fa pensare a un controllo preciso. Più avanti suggerisce uno scatto. In aria potrebbe indicare un passaggio o un tiro appena partito. Qualche linea curva intorno alla palla aiuta a mostrare la direzione, mentre una piccola ombra sul terreno la fa sembrare sollevata. Con pochi tratti nasce una vera giocata e ogni bambino può scegliere se renderla realistica, buffa oppure completamente impossibile.
Il disegno di Bellingham può essere colorato con ciò che si ha già in casa. Le matite colorate sono comode per lavorare sui dettagli e creare sfumature leggere. I pennarelli danno forza alle parti che devono risaltare, come la maglia, il nome e la cornice della figurina. I pastelli a cera permettono di riempire rapidamente gli spazi più ampi e sono perfetti per i bambini che amano muovere la mano con energia. Per dipingere con tempere o acquerelli è meglio stampare l’immagine su una carta un po’ più spessa, così il foglio rimane più stabile.
Mescolare i materiali rende tutto ancora più personale. Il volto può essere completato con le matite, la divisa con i pennarelli e il prato con un velo di colore steso a pennello. Alcuni pezzetti di carta possono diventare bandiere sulle tribune. Piccoli adesivi a forma di stella possono decorare il bordo. Se un adulto dà una mano, si può incollare il lavoro su un cartoncino e trasformarlo in una vera carta da collezione, più resistente e pronta per entrare in un album costruito in casa.
Lo stadio non deve per forza assomigliare a uno realmente esistente. Può avere gradinate altissime, schermi giganteschi e luci che cambiano colore dopo ogni gol. I tifosi possono sventolare bandiere dell’Inghilterra oppure indossare sciarpe inventate. In prima fila si possono disegnare gli amici, i fratelli e tutta la famiglia. Non serve riempire ogni posto con una figura dettagliata. Tanti puntini colorati e alcune braccia alzate bastano per dare l’idea di una folla in festa.
Il momento della giornata cambia l’atmosfera dell’intera scena. Con un cielo chiaro e qualche nuvola morbida sembra una partita giocata nel pomeriggio. Un fondo blu scuro con grandi fari bianchi crea il clima di una gara serale. La pioggia può essere disegnata con linee sottili, mentre piccole gocce vicino alle scarpe fanno capire che il terreno è bagnato. Chi desidera qualcosa di assurdo può spostare la partita sopra una montagna, su una nave o in uno stadio costruito nello spazio.
Cercare Bellingham da colorare può diventare l’inizio di un pomeriggio molto più lungo di quanto sembri. Una volta terminato il giocatore, viene voglia di aggiungere la porta. Poi serve un portiere. A quel punto manca un difensore, seguito da un compagno che chiama il pallone. Poco alla volta il foglio si riempie e la figurina diventa il centro di un’intera partita immaginata dal bambino.
Si può anche stampare una seconda copia e cambiare completamente il tono. Nella prima Jude indossa una divisa vicina a quella conosciuta dai tifosi. Nella seconda diventa il capitano di una squadra fantastica. Nella terza potrebbe giocare in un campo di quartiere con due zaini usati come pali. Ogni versione racconta qualcosa di diverso e permette di sperimentare nuove combinazioni senza rovinare il lavoro già fatto.
Una sfida divertente consiste nell’utilizzare soltanto pochi colori. Il bambino sceglie cinque matite e deve completare l’intera figurina con quelle. Bisogna decidere dove mettere il colore più chiaro, quale usare per lo sfondo e come evitare che tutte le parti sembrino uguali. Su una nuova stampa si può fare l’opposto, prendendo le tonalità più strane della scatola. Il confronto tra i due risultati mostra quanto una scelta cromatica possa cambiare il carattere della stessa immagine.
La Figurina di Jude Bellingham dei Mondiali 2026 può essere ritagliata dopo averla colorata, sempre con l’aiuto di un adulto quando necessario. Incollata su una pagina, entra subito in un album personale dedicato al calcio. Accanto al nome si possono aggiungere un numero, una bandiera e alcune caratteristiche inventate. Passaggio, tiro, velocità, controllo e capacità di trovare gli spazi possono ricevere voti scelti dal piccolo collezionista.
La qualità speciale di Jude potrebbe chiamarsi Occhio Segreto, perché gli permette di vedere una linea di passaggio che gli altri non hanno notato. Oppure si può inventare il potere Tempo Perfetto, utile per comparire in area proprio quando arriva il pallone. Le abilità non devono sembrare realistiche. Possono essere esagerate, buffe e accompagnate da simboli colorati. Con più figurine pronte, nasce un gioco di carte in cui ogni calciatore ha una capacità diversa.
Le regole possono essere semplicissime. Un bambino sceglie una carta, racconta l’azione e indica quale abilità vuole usare. L’altro risponde con il proprio giocatore. Si può segnare un punto per la storia più originale oppure continuare senza vincitori, costruendo una partita sempre più pazza. Il pallone può finire sugli spalti, rimbalzare su un cartellone e tornare in campo. Un portiere può parare con il cappellino. Una mascotte può entrare per errore e fare un assist.
Jude Bellingham funziona benissimo anche come protagonista di un fumetto. Nella prima vignetta riceve il pallone e controlla cosa succede alle sue spalle. Nella seconda si trova davanti a due avversari. Nella terza inventa una giocata che apre il campo. Le pagine successive possono mostrare il passaggio, il tiro e la festa. Le nuvolette ospitano le parole dei compagni, mentre lettere grandi e colorate raccontano i suoni della partita.
“Passa qui!” può comparire vicino a un giocatore che corre sulla fascia. “Occhio dietro!” può arrivare da un compagno. Un enorme “Gooool!” può occupare quasi tutto il foglio della celebrazione. Scrivere questi suoni e disegnare le espressioni dei personaggi rende la storia ancora più viva. Il bambino gioca con le parole senza accorgersi di stare creando un piccolo racconto.
Un’altra avventura potrebbe iniziare lontano dal campo. Jude arriva negli spogliatoi e scopre che il pallone dei Mondiali 2026 è scomparso. Per ritrovarlo deve seguire indizi nascosti sotto le panchine, nei corridoi e dietro le bandiere. La figurina colorata può diventare la copertina del racconto, mentre le pagine seguenti mostrano la ricerca. Il bambino inventa i personaggi, disegna le prove e decide chi ha nascosto il pallone.
La capacità di Bellingham di restare concentrato nei momenti più agitati offre un’altra idea per la pittura. Non è necessario correre per finire. Si può completare una zona, guardarla da lontano e scegliere con calma la parte successiva. Se un dettaglio sembra difficile, lo si può lasciare per dopo. Se un colore non convince, può essere coperto leggermente o accompagnato da un’altra tonalità. Creare non è una gara contro il tempo.
Jude sa anche comunicare con i compagni attraverso piccoli gesti. Una mano indica uno spazio, un cenno invita qualcuno a partire e uno sguardo suggerisce dove arriverà il passaggio. Il bambino può disegnare questi movimenti intorno al giocatore e costruire una scena in cui tutta la squadra partecipa. Il calcio diventa molto più interessante quando ogni personaggio ha un compito e collabora con gli altri.
Da qui può nascere una chiacchierata spontanea sul gioco di squadra. Aiutare un compagno dopo un errore, condividere il pallone e continuare a provarci quando la partita è difficile sono comportamenti importanti anche lontano dallo sport. Non occorre fermare l’attività per trasformarla in una spiegazione. Le idee emergono mentre il bambino racconta che cosa stanno facendo i giocatori disegnati.
I più piccoli possono concentrarsi sulle aree grandi, scegliere colori vivaci e riempire il foglio in libertà. I bambini più grandi possono aggiungere ombre, pieghe sulla maglia e dettagli al volto. Qualcuno vorrà rendere il giocatore Bellingham riconoscibile, mentre qualcun altro preferirà trasformarlo in un personaggio da cartone animato. Entrambe le strade portano a una figurina personale e impossibile da trovare già pronta.
Durante una festa a tema calcio, le copie possono essere distribuite agli invitati insieme a scatole di matite e pennarelli. Ogni bambino riceve una missione diversa. Inventare la divisa più buffa, disegnare la tifoseria più rumorosa o creare la celebrazione più spettacolare sono sfide semplici che fanno partire subito la fantasia. Alla fine, tutte le figurine possono essere appoggiate una accanto all’altra come una piccola mostra.
La stessa attività funziona prima di una partita in televisione, durante un pomeriggio di pioggia o in un momento tranquillo senza schermi. Si può iniziare a colorare mentre si aspetta il calcio d’inizio e aggiungere il risultato dopo la gara. Scrivere la data sul retro trasforma il disegno in un ricordo legato a quel giorno, alle persone presenti e alle emozioni vissute insieme.
Il tema dei Mondiali 2026 offre moltissimi particolari da aggiungere. La cornice può essere decorata con bandiere, palloni e piccole coppe. Il numero 2026 può apparire dietro il giocatore con cifre grandi, ognuna riempita da un motivo diverso. Una può avere le stelle, un’altra le righe del campo, un’altra ancora una rete da porta. Anche gli spazi più piccoli diventano occasioni per disegnare.
Quando la figurina è pronta, può finire sulla parete della camera, dentro una cartellina o sulla copertina di un quaderno. Incollata su un cartoncino, diventa più resistente e può essere regalata a un amico che ama il calcio. Una dedica scritta sul retro rende il dono ancora più personale. Non serve aspettare un compleanno. Un disegno creato con cura è già una bella sorpresa.
Sul campo immaginario gli avversari si stanno avvicinando. Jude Bellingham controlla ancora una volta ciò che accade intorno a lui e scorge un passaggio che nessun altro sembra aver visto. La giocata può diventare un assist, un tiro oppure una corsa verso la porta. Il foglio non ha ancora scelto. Sono le matite, i pennelli e la fantasia del bambino a decidere che cosa succederà e quale storia entrerà nella sua collezione dei Mondiali 2026.

A soli 5 anni, Gustavo ha trasformato una semplice richiesta di stampare disegni da colorare in un’idea che oggi ispira bambini in oltre 150 paesi.
È così che è nato Imprimivel.com, un progetto creato insieme a suo padre, Jean Bernardo, per diffondere colore, immaginazione e gioia in 10 lingue diverse, raggiungendo un pubblico potenziale di oltre 800 milioni di bambini in tutto il mondo.
Oggi Gustavo è responsabile della selezione dei contenuti, scegliendo con entusiasmo temi e personaggi capaci di far sorridere altri bambini, sempre sotto la supervisione editoriale di suo padre, che trasforma le idee del figlio in realtà.
