
C’è un numero che, per Lamine Yamal, pesa quanto un gol sotto l’incrocio. È il 304, il gesto che fa con le mani quando festeggia e che racconta Rocafonda, il quartiere di Mataró dove è cresciuto prima di diventare uno dei nomi più chiacchierati del calcio. A un bambino può sembrare un codice da campione, una specie di saluto segreto da fare in cortile dopo una finta riuscita bene. E proprio da questo piccolo mistero parte la magia di questa figurina di Lamine Yamal da colorare per i Mondiali 2026, una pagina da stampare che porta sul tavolo matite, pennarelli, fantasia e quella voglia matta di inventare una partita tutta propria.
La scena è facile da immaginare. Il foglio esce dalla stampante, ancora bianco, e sembra quasi aspettare il fischio d’inizio. Sul tavolo ci sono colori sparsi, un pennarello senza tappo, qualche matita un po’ consumata, magari una gomma finita sotto il quaderno. Poi arriva la domanda più bella: come lo facciamo questo Yamal? Con i colori della Spagna? Con un richiamo al Barcellona? Con una maglia mai vista prima, piena di stelle, fulmini e scarpe dorate? La figurina non dà ordini. Lascia scegliere a chi colora, e questa è la parte più divertente.
Lamine Yamal da colorare funziona benissimo perché il suo modo di giocare sembra già disegnato per i bambini. È veloce, sfrontato, mancino, pieno di cambi di ritmo. Quando prende palla, dà l’impressione che possa succedere qualcosa da un momento all’altro. Un dribbling, una sterzata, un tiro improvviso, un passaggio furbo, una festa con il 304. Nel disegno, tutta questa energia diventa spazio per giocare. Un bambino può colorare la maglia con cura, dipingere lo sfondo come uno stadio enorme, disegnare un pallone che corre verso la porta o aggiungere una tribuna piena di faccine che tifano.
In Italia le figurine hanno un sapore speciale. Sanno di bustine aperte piano piano, di album sul tavolo, di doppioni scambiati con gli amici, di “mi manca proprio lui” detto con la voce seria di chi sta completando una missione importantissima. Questa pagina riprende quel clima, ma lo trasforma in un gioco creativo. Qui la figurina non arriva già pronta. Bisogna farla nascere con i colori. Ogni bambino decide se renderla realistica, come una vera immagine da collezione, oppure speciale e un po’ matta, come una carta rara trovata in un pacchetto fortunatissimo.
Il disegno di Lamine Yamal da colorare può diventare una piccola partita sul foglio. Magari Yamal sta entrando in area con il pallone attaccato al piede sinistro. Magari ha appena saltato un difensore e il portiere non sa più dove buttarsi. Magari è il minuto finale di una sfida dei Mondiali 2026 e tutto lo stadio trattiene il fiato. Chi colora può inventare il momento esatto. Può mettere il prato verde sotto le scarpe, il cielo illuminato dai riflettori, una bandiera spagnola in curva, un cartellone con scritto 304 o un pallone che sembra girare davvero.
Il Barcellona aggiunge un’altra scintilla alla fantasia. Per tanti bambini, il Barça vuol dire grandi giocate, maglie riconoscibili, passaggi rapidi e campioni che restano nella memoria. Yamal ha quella faccia da ragazzo giovane che sta ancora scrivendo la sua storia, ma sul campo gioca già con un coraggio che si nota subito. Per questo, quando un bambino prende in mano i colori, può divertirsi a usare il blu e il granata, oppure può inventare una divisa nuova per una finale immaginaria. Una maglia con righe strane, un numero brillante, scarpe color lime, un bordo dorato intorno alla figurina. Tutto ci sta, perché il foglio è suo.
La Coppa del Mondo 2026, o più semplicemente i Mondiali 2026 come si dice spesso tra tifosi, porta dentro questa attività un’aria di festa grande. I Mondiali fanno pensare alle bandiere appese, alle partite viste in famiglia, ai bambini che chiedono “chi gioca oggi?”, ai pronostici fatti sul divano e ai gol urlati anche quando la finestra è aperta. Questa figurina di Yamal permette di entrare in quel clima senza aspettare l’orario della partita. Basta stampare la pagina, scegliere i colori e cominciare. Il torneo diventa un gioco da tavolo, ma con matite, fantasia e un giovane campione pronto a correre sul foglio.
C’è anche una bella storia di famiglia e radici dentro il personaggio. Lamine Yamal è nato in Spagna, con origini legate al Marocco e alla Guinea Equatoriale. Per i bambini, questa cosa si può raccontare in modo semplice: certe persone portano con sé tanti pezzi di mondo, come una scatola di colori piena di sfumature diverse. Chi vuole può disegnare piccole bandiere attorno alla figurina, aggiungere stelle, cuori, simboli, oppure creare uno sfondo che sembri un viaggio. Non serve fare tutto perfetto. Anzi, spesso i dettagli più belli sono quelli inventati lì per lì.
Il numero 304 può diventare un gioco dentro il gioco. Un bambino può scriverlo in un angolo, come una firma speciale. Può metterlo su uno striscione dello stadio, sulla fascia laterale della figurina, sul tabellone luminoso o perfino sulle scarpe. Può nasconderlo tra le stelle e poi chiedere a qualcuno di trovarlo. In questo modo, colorare non è più soltanto riempire gli spazi. Diventa una caccia al dettaglio, una piccola storia da raccontare dopo, un modo per ricordare che anche i grandi calciatori hanno un posto del cuore da portare con sé.
Per i genitori, questa attività è comoda e piacevole. Si prepara in pochi minuti, non richiede materiali complicati e riesce a tenere i bambini concentrati con un tema che parla subito alla loro immaginazione. Stampare una figurina di calcio da colorare può salvare un pomeriggio piovoso, riempire un momento tranquillo dopo i compiti, animare una festa a tema pallone o diventare parte di una raccolta casalinga dedicata ai Mondiali. Mentre i bambini colorano, scelgono, osservano, provano combinazioni e allenano la mano senza sentire il peso di un esercizio.
La cosa bella è che la stessa pagina può cambiare mille volte. Una copia può diventare Yamal con la Spagna, tutta rossa e gialla. Un’altra può richiamare il Barcellona. Un’altra ancora può trasformarsi in una figurina leggendaria, con bordo dorato, pallone argentato e sfondo pieno di coriandoli. Se ci sono fratelli, cugini o compagni di classe, ognuno può creare la sua versione e poi inventare un nome: Yamal 304, Yamal Mondiale, Yamal carta d’oro, Yamal super scatto. Ai bambini piace dare un nome alle cose che creano, perché così diventano davvero loro.
Chi ama disegnare può andare oltre il personaggio. Dopo aver colorato Yamal, può aggiungere un portiere che si tuffa, un difensore rimasto indietro, un compagno che chiama il passaggio, una porta, una curva piena di tifosi o una nuvola a forma di pallone. I più piccoli possono limitarsi alle parti grandi e divertirsi con colori vivaci. I più grandi possono curare il bordo della figurina, aggiungere ombre, scrivere il nome in lettere da campione o creare un effetto da carta rara. Questo rende l’attività adatta a tanti livelli diversi, senza perdere leggerezza.
Il nome Yamal si ricorda in fretta. È corto, suona bene e ormai tanti piccoli tifosi lo collegano a un calcio rapido, fresco e pieno di fantasia. Il suo stile fa venire voglia di provare una finta in cortile, di spostare una sedia per fare la porta, di usare due zaini come pali o di commentare una partita inventata in cameretta. Con la figurina da colorare, quel mondo entra in casa in modo semplice. Non serve conoscere ogni statistica del giocatore. Basta guardare il disegno e immaginare la prossima azione.
Questa pagina può anche diventare l’inizio di un album fai da te. Una figurina con Lamine Yamal, poi una con il pallone, una con la coppa, una con una mascotte, una con uno stadio pieno di bandiere. Piano piano, il bambino può costruire la propria collezione dei Mondiali 2026, fatta non di immagini già pronte, ma di fogli stampati, colori scelti con cura e dettagli inventati. È una raccolta diversa, più personale, perché ogni pagina conserva il momento in cui è stata creata. Un pomeriggio tranquillo, una risata, una scelta di colore, una piccola storia.
Anche a scuola o durante un laboratorio creativo, la figurina di Lamine Yamal da colorare può funzionare molto bene. Il calcio è un linguaggio che tanti bambini capiscono subito. Alcuni parleranno del Barcellona, altri della Spagna, altri ancora penseranno soltanto al pallone e al gusto di colorare. L’insegnante può proporre di disegnare lo stadio, inventare una bandiera, creare il nome della propria squadra o raccontare il momento della partita. Senza trasformare tutto in una lezione pesante, l’attività diventa un modo per unire manualità, fantasia e racconto.
La figurina può essere conservata in una cartellina, appesa vicino alla scrivania, incollata in un quaderno o regalata a un amico che ama il calcio. Alcuni bambini vorranno stamparne un’altra subito, magari per cambiare colori e fare una versione completamente diversa. Altri la terranno come se fosse un vero pezzo da collezione. Il bello delle attività stampabili è proprio questo: partono da una cosa semplice, ma possono diventare un ricordo piccolo e speciale.
Questa figurina di Lamine Yamal da colorare per i Mondiali 2026 unisce calcio, collezione, creatività e un pizzico di magia da stadio. Il giocatore porta la sua storia, il Barcellona, la Spagna, il gesto 304 e quella voglia di sorprendere con il pallone. Il bambino porta i colori, le idee, gli scarabocchi, i dettagli e la propria fantasia. Quando tutto si incontra sul foglio, la pagina smette di essere soltanto un disegno e diventa una giocata inventata, una figurina unica, una piccola festa di calcio pronta da stampare, colorare, dipingere e disegnare ancora una volta.

A soli 5 anni, Gustavo ha trasformato una semplice richiesta di stampare disegni da colorare in un’idea che oggi ispira bambini in oltre 150 paesi.
È così che è nato Imprimivel.com, un progetto creato insieme a suo padre, Jean Bernardo, per diffondere colore, immaginazione e gioia in 10 lingue diverse, raggiungendo un pubblico potenziale di oltre 800 milioni di bambini in tutto il mondo.
Oggi Gustavo è responsabile della selezione dei contenuti, scegliendo con entusiasmo temi e personaggi capaci di far sorridere altri bambini, sempre sotto la supervisione editoriale di suo padre, che trasforma le idee del figlio in realtà.
