Enzo Fernández

17 di Luglio 2026

Disegno della figurina di Enzo Fernández con l’Argentina ai Mondiali 2026

Un ragazzino tiene il telefono tra le mani, guarda ancora una volta lo schermo e decide di scrivere a Lionel Messi. Non è un giornalista, non è un compagno di squadra e non è nemmeno un calciatore famoso. Ha quindici anni, gioca nelle giovanili del River Plate e vuole convincere il suo idolo a non lasciare la nazionale argentina. Qualche stagione più tardi, quel ragazzo si ritrova davvero accanto a Messi, con la stessa maglia, nello stesso spogliatoio e poi sul gradino più alto del calcio mondiale. Sembra una storia inventata durante una ricreazione particolarmente fantasiosa, invece è successo davvero a Enzo Fernández. Proprio per questo la sua figurina da colorare porta con sé qualcosa di speciale: un sogno nato davanti a uno schermo e diventato una festa enorme sotto le luci dello stadio.

Prima di scegliere il celeste della maglia argentina, i bambini possono osservare il disegno e immaginare che cosa stia pensando Enzo. Forse ha appena visto un compagno correre verso la porta. Magari sta aspettando un pallone che arriverà da lontano. Oppure si trova nel tunnel degli spogliatoi, sente il rumore del pubblico e sa che tra pochi minuti comincerà una partita dei Mondiali 2026. La scena non è completa, ed è proprio questo il bello. Ogni bambino può aggiungere un pezzo, disegnare un pallone, riempire le tribune, creare uno striscione o inventare il tabellone con il risultato.

Chi ama i colori reali può dipingere la divisa con le classiche strisce bianche e celesti dell’Argentina. Le tre stelle sopra lo stemma possono diventare dorate, gialle oppure argentate. Chi invece preferisce inventare può trasformare la maglia in qualcosa che nessuna squadra ha mai indossato. Una divisa viola con saette verdi, scarpe rosse, calzettoni a pois e un numero pieno di piccoli pianeti sono tutte idee possibili. Sul foglio non esiste un arbitro pronto a fischiare un colore sbagliato. La creatività gioca sempre titolare.

Il nome di Enzo racconta già un pezzetto della sua storia. Suo padre era un grande tifoso del River Plate e ammirava Enzo Francescoli, uno dei campioni più amati del club argentino. Così scelse quel nome per suo figlio. Nessuno poteva sapere che il bambino sarebbe cresciuto proprio nel vivaio del River e che un giorno avrebbe indossato la stessa maglia. Il nome sembrava quasi un piccolo indizio nascosto, come quelli che si trovano nelle storie di avventura.

Un nome importante, però, non regala passaggi perfetti e non fa entrare il pallone in porta. Enzo ha dovuto allenarsi, sbagliare, riprovare e imparare a guardare il campo con attenzione. Fin da giovane si distingueva perché non inseguiva soltanto la palla. Osservava i compagni, controllava gli spazi e cercava di capire dove si sarebbe aperto un varco. Era come se vedesse la partita qualche secondo prima degli altri.

Questa sua capacità può diventare un gioco dentro il disegno. Si possono aggiungere linee curve che partono dal suo piede e arrivano fino a un attaccante. Si può disegnare una freccia verso la porta, un difensore che prova a chiudere il passaggio oppure un portiere che guarda dalla parte sbagliata. Qualcuno potrebbe perfino inventare un radar colorato intorno a Enzo, pieno di puntini che indicano tutti i compagni liberi. In un attimo, la figurina smette di essere una posa e diventa una vera azione di calcio.

Quando arrivò vicino alla prima squadra del River Plate, Enzo aveva talento, ma aveva ancora bisogno di esperienza. Per questo fu mandato a giocare nel Defensa y Justicia. Per un giovane cresciuto con il sogno di diventare protagonista nel River, partire poteva sembrare una brutta notizia. In realtà, quella tappa gli permise di affrontare partite vere, avversari più esperti e momenti in cui bisognava prendere decisioni molto in fretta.

Al Defensa y Justicia, Enzo imparò a muoversi con più sicurezza, a recuperare palloni e a guidare il gioco. La squadra vinse anche un importante trofeo sudamericano. Quando tornò al River Plate, non era più soltanto un ragazzo promettente. Aveva la sicurezza di chi aveva già affrontato gare difficili e sapeva che una strada diversa non è per forza una strada sbagliata.

Anche durante un pomeriggio dedicato a colorare può capitare qualcosa di simile. Un pennarello supera il contorno, una matita lascia una macchia o il colore scelto non sembra più quello giusto. Non serve buttare via il foglio. Una macchia può diventare un coriandolo, una bandiera oppure l’ombra di un riflettore. Una linea troppo lunga può trasformarsi nel bordo di uno striscione. Molti disegni diventano più divertenti proprio quando nasce un’idea che non era prevista.

Dopo il ritorno al River, la carriera di Enzo prese velocità. Giocò bene in Argentina, si trasferì al Benfica e in poco tempo ricevette la convocazione per la nazionale. Il ragazzo che aveva scritto a Messi da semplice tifoso si trovò davvero ad allenarsi con lui. Chissà se, durante il primo passaggio, avrà ricordato quella vecchia lettera. Forse sì, oppure era troppo concentrato per pensarci. Di sicuro, la sua vita aveva fatto una curva incredibile.

Ai Mondiali del 2022, Enzo non partì subito come titolare. L’Argentina perse la prima partita e tutto diventò complicato. Nel secondo incontro, contro il Messico, la squadra aveva bisogno di reagire. Lo stadio era pieno di tensione e ogni pallone sembrava pesare il doppio. Enzo entrò in campo, si mise al centro del gioco e cominciò a muoversi come se fosse abituato da sempre a quei momenti.

Poi arrivò il pallone vicino all’area. Enzo lo controllò, trovò lo spazio e calciò verso l’angolo alto. La palla finì lontano dalle mani del portiere. In Argentina esplosero urla, abbracci e salti sul divano. Fu uno di quei gol che fanno correre i bambini per casa gridando e che fanno voltare anche chi, fino a pochi secondi prima, non stava seguendo la partita.

Il fondo della figurina può raccontare proprio quell’istante. Si può disegnare la porta con il pallone vicino all’incrocio, aggiungere un portiere in tuffo e riempire gli spalti di tifosi. Non servono centinaia di facce perfette. Bastano puntini, piccoli cerchi e bandiere colorate per far sembrare la tribuna pienissima. Chi preferisce può mostrare il momento dopo il gol, con i compagni che corrono verso Enzo e i coriandoli che scendono dall’alto.

Da quella partita, Enzo conquistò sempre più spazio. Non era soltanto il giovane capace di segnare un bel gol. Recuperava palla, aiutava la difesa e faceva ripartire l’azione. Quando riceveva un passaggio, spesso sapeva già dove mandare il pallone. A volte giocava corto, altre volte apriva il campo con un lancio lungo. Sembrava capace di passare la palla non dove si trovava un compagno, ma dove sarebbe arrivato un attimo dopo.

Per i bambini questa idea può trasformarsi in una piccola sfida. Dove finirà il prossimo passaggio? Si può disegnare un compagno vicino alla fascia, un attaccante davanti alla porta oppure una traiettoria che attraversa tutto il campo. Le linee del pallone possono essere tratteggiate, curve o piene di scintille. Se la partita immaginata si gioca nello spazio, il passaggio può perfino girare intorno a un pianeta prima di arrivare a destinazione.

L’Argentina riuscì a raggiungere la finale e a conquistare il titolo mondiale. Enzo, che aveva iniziato il torneo come riserva, ricevette il premio come miglior giovane della competizione. Non lo vinse perché correva più veloce di tutti o perché segnava in ogni partita. Colpì gli spettatori grazie alla calma, ai passaggi, alla capacità di leggere il gioco e al coraggio di chiedere il pallone anche nei momenti più difficili.

Le tre stelle sulla maglia argentina ricordano le vittorie mondiali della nazionale. Una di quelle stelle è legata anche al contributo di Enzo nel 2022. Colorarle può diventare uno dei momenti più belli dell’attività. Si può usare una matita dorata, lasciare il centro più chiaro e rendere i bordi più scuri. Intorno si possono disegnare piccoli raggi oppure puntini luminosi. Qualcuno potrebbe far partire dalle stelle una scia che attraversa tutto il foglio.

Per riempire i dettagli più piccoli, le matite colorate sono una scelta comoda. I pastelli a cera funzionano bene sulle zone grandi, come la maglia o lo sfondo. I pennarelli danno colori accesi, ma è meglio mettere un altro foglio sotto per proteggere il tavolo. Chi ama dipingere può usare un pennello sottile e poca acqua, soprattutto se la carta è abbastanza spessa. Anche pezzetti di carta colorata, adesivi e coriandoli di cartoncino possono entrare nella scena.

Ogni bambino può iniziare da un punto diverso. C’è chi parte dagli occhi, chi colora subito le strisce della maglia e chi si dimentica quasi del giocatore perché vuole disegnare prima uno stadio gigantesco. Alcuni impiegano molto tempo per scegliere ogni tonalità. Altri cambiano colore di continuo e riempiono il foglio in pochi minuti. Non esiste un ordine corretto. Il ritmo della partita lo decide chi ha i colori in mano.

Stampare più copie rende il gioco ancora più ricco. Nella prima, Enzo può indossare la divisa tradizionale dell’Argentina. Nella seconda, può apparire con una nuova maglia pensata per la Coppa del Mondo 2026. La terza figurina può avere una cornice dorata, un numero speciale e uno sfondo pieno di stelle. Nella quarta, Enzo può giocare in uno stadio sottomarino, con pesci tifosi e un polpo che tiene otto bandiere contemporaneamente.

Fratelli, sorelle e amici possono sedersi allo stesso tavolo e creare versioni completamente diverse. Alla fine, invece di scegliere il disegno più bello, si può cercare il dettaglio più buffo. Qualcuno avrà messo un dinosauro in porta. Un altro avrà disegnato un cane in panchina con una lavagnetta da allenatore. Un terzo avrà trasformato il pallone in una cometa. Confrontare le idee rende la partita di fantasia ancora più lunga.

La figurina completata può essere ritagliata con l’aiuto di un adulto e incollata in un album fatto in casa. Accanto al disegno si possono scrivere il nome di Enzo Fernández, la nazionale argentina e una curiosità sulla sua carriera. I bambini possono anche inventare valori da videogioco. Passaggio 99, tiro 92, visione di gioco 100 e radar segreto 250. Non serve seguire dati reali, perché l’album appartiene al piccolo collezionista.

Chi ama disegnare storie può usare un altro foglio per creare un fumetto. Nella prima scena Enzo riceve palla. Nella seconda vede un compagno libero. Nella terza parte il passaggio. Nell’ultima arriva il gol e lo stadio esplode di gioia. Le nuvolette possono contenere le frasi dei giocatori, mentre lettere enormi possono raccontare il rumore della tribuna.

I bambini più piccoli possono descrivere la partita ad alta voce, mentre un adulto scrive le loro parole. La squadra avversaria può essere formata da robot, pirati o animali. Il portiere potrebbe essere una giraffa che para usando il collo. Gli arbitri potrebbero essere due pinguini molto seri. La vera storia di Enzo offre il punto di partenza, ma poi sono i bambini a decidere fin dove può arrivare l’avventura.

A scuola, la figurina da stampare può accompagnare un’attività sull’Argentina, sul calcio o sui Mondiali. La classe può cercare il Paese su una carta geografica, osservare i colori della bandiera e scoprire dove Enzo ha iniziato a giocare. Poi ogni alunno colora la propria versione. Quando tutti i lavori vengono appesi alla parete, nasce una grande collezione in cui nessuna immagine è identica alle altre.

Durante una festa a tema calcio, bastano alcune copie, scatole di matite e un tavolo libero. Tra un gioco e l’altro, gli invitati possono sedersi, colorare la figurina e scrivere il proprio nome sul retro. I lavori possono diventare un ricordo da portare a casa oppure essere scambiati come vere figurine. Una versione con la maglia argentata può essere scambiata con quella che mostra Enzo su un campo lunare.

La storia del messaggio a Messi rende Enzo particolarmente vicino ai bambini. Anche lui ha avuto un idolo, ha guardato le partite da lontano e ha immaginato un futuro enorme. Poi, passo dopo passo, è entrato proprio in quel futuro. Non tutti i sogni portano dentro uno stadio, naturalmente. Qualcuno sogna di disegnare, suonare, costruire robot, curare animali o inventare giochi. Il punto più bello della storia è che nessuno sa in anticipo quale sorpresa può nascondersi dietro una passione.

La figurina di Enzo Fernández da colorare e stampare per i Mondiali 2026 può diventare un piccolo album, un poster, una pagina di fumetto o l’inizio di una partita inventata. Enzo è al centro del campo, un compagno sta scattando verso la porta e il pubblico si alza in piedi. Manca soltanto il prossimo passaggio, quello che i bambini possono disegnare con una linea, riempire di colore e far arrivare esattamente dove vuole la loro fantasia.