
C’è un momento, in una partita di calcio, in cui perfino il bambino più chiacchierone resta zitto per un secondo: il tiro parte, la palla prende una traiettoria strana, la porta sembra enorme e il portiere deve scegliere da che parte andare. Con Vozinha questo momento sembra ancora più speciale, perché lui dà l’idea di sapere qualcosa che gli altri non hanno ancora capito. Sta lì, con i guanti pronti, lo sguardo fisso e quella calma un po’ furbetta di chi non si lascia spaventare dal pallone. Il suo soprannome rende tutto ancora più curioso. Vozinha non sembra un nome qualsiasi da leggere su una figurina e dimenticare subito. Suona come un nome nato tra amici, in un campetto, quando qualcuno nota che quel ragazzo in porta organizza tutti come un vecchio saggio del calcio. E proprio da questa storia nasce una figurina di Vozinha da colorare, stampare, dipingere e trasformare in un piccolo ricordo dei Mondiali 2026.
Immagina il foglio appena uscito dalla stampante. È ancora bianco, pulito, silenzioso. Poi arrivano i pastelli, i pennarelli, le matite colorate e all’improvviso il campo comincia a svegliarsi. La porta prende forma, la maglia del portiere trova i suoi colori, i guanti diventano importanti come tesori e la palla sembra pronta a schizzare da una parte all’altra. Ogni bambino può decidere se creare una scena realistica, con il prato verde e il cielo azzurro, oppure inventare un Vozinha tutto suo, con guanti dorati, maglia piena di stelline e un pallone che vola come se fosse spinto da un vento birichino. Questa è la parte più bella della figurina: non chiede di copiare una partita vera, ma invita a costruirne una nuova con la fantasia.
Vozinha, il cui nome completo è Josimar Dias, è legato a Capo Verde, un paese di isole, mare, luce e vento. Per un bambino italiano, questa informazione può diventare subito un gioco. Dove si trova Capo Verde? Com’è giocare a calcio vicino al mare? Il vento può cambiare il viaggio del pallone? Mentre si colora, queste domande non sembrano compiti, ma piccoli spunti per immaginare. Sullo sfondo della figurina si possono disegnare onde lontane, nuvole leggere, bandierine, una tribuna piena di tifosi o linee curve attorno alla palla per far vedere che il tiro sta girando in modo imprevedibile. Il portiere Vozinha resta al centro della scena, ma intorno a lui può nascere un intero stadio inventato.
Il bello di scegliere un portiere come protagonista è che il disegno non racconta solo la corsa verso il gol. Racconta l’attesa, il coraggio e quel brivido che arriva quando tutti guardano la porta. I bambini lo capiscono benissimo, anche senza parole difficili. Quando si gioca al parco, in cortile o in palestra, stare in porta è una faccenda seria. Bisogna buttarsi, parare, ridere se il pallone scappa, rialzarsi e riprovare. Vozinha porta dentro la figurina proprio questa energia. Non è il giocatore che corre via dopo aver segnato. È quello che guarda il pallone arrivare e decide cosa fare in un lampo. Per questo i guanti possono essere colorati con grande cura, magari con due tinte diverse, come se fossero gli strumenti magici della sua parata.
Il soprannome Vozinha aggiunge un tocco simpatico alla pagina. Fa venire voglia di chiedere da dove arrivi, perché non ha il suono di un nome inventato a caso. Racconta una personalità. Si dice che questo portiere avesse già da giovane un modo maturo di guidare la difesa, di parlare con i compagni, di mettere ordine nel gioco. I bambini possono immaginarlo mentre indica un avversario, chiama un difensore, controlla la posizione della barriera o guarda il tiratore senza agitarsi. In una figurina da colorare, questi dettagli si trasformano in racconto visivo. Un sopracciglio concentrato, un guanto aperto, una gamba pronta a spingere sul prato, la rete alle spalle. Tutto suggerisce che sta per succedere qualcosa.
Questa pagina può diventare anche un’attività perfetta per un pomeriggio tranquillo in famiglia. Si stampa la figurina, si mettono i colori sul tavolo e si lascia che il bambino scelga da dove iniziare. Alcuni partiranno dalla maglia, perché vogliono vedere subito il personaggio prendere vita. Altri coloreranno prima il pallone, magari con disegni inventati e righe tutte storte. Qualcuno si concentrerà sul prato, aggiungendo ciuffi d’erba, impronte, zone più scure e magari un piccolo segno lasciato da una scivolata. Se ci sono fratelli, amici o compagni di classe, ognuno può stampare la propria copia e creare una versione diversa del giocatore Vozinha. Alla fine, tutte le figurine possono essere messe vicine, come una piccola mostra calcistica fatta in casa.
Per i bambini che amano gli album, questa figurina di Vozinha ha un sapore ancora più divertente. Dopo averla colorata, si può ritagliare con attenzione e incollarla su un cartoncino. Sopra si scrive Vozinha in grande, sotto si aggiunge Josimar Dias, e in un angolo si può mettere Capo Verde. Se il bambino vuole, può disegnare una cornice da vera figurina, con palloni, stelle, guanti e piccole linee decorative. Può inventare anche una pagina intera dedicata ai portieri dei Mondiali 2026, con il nome di Vozinha al centro e tante piccole scene intorno. In questo modo il disegno non resta un semplice foglio colorato, ma diventa un pezzo di collezione personale.
La figurina permette anche di giocare con la narrazione. Prima di colorare, si può inventare la partita. Magari siamo agli ultimi minuti. La squadra di Capo Verde difende un risultato importante. Un avversario prende la rincorsa. I tifosi trattengono il fiato. La palla parte forte, ma prende una curva strana. Vozinha fa un passo, allarga le braccia e prepara la parata. A questo punto il bambino può decidere tutto: il colore del cielo, l’espressione dei tifosi, la direzione del pallone, il numero sulla maglia, perfino il rumore immaginario dello stadio. Disegnare qualche dettaglio in più rende il momento più vivo, quasi come una vignetta di un fumetto sportivo.
Anche chi preferisce dipingere può divertirsi molto. Con colori morbidi, il cielo può diventare sfumato. Con tinte più forti, la maglia può sembrare illuminata dai riflettori. Con pennarelli vivaci, i guanti possono risaltare subito. Con matite colorate, si possono aggiungere piccoli particolari con calma, senza fretta. La stessa immagine cambia completamente a seconda dei materiali usati. Una versione può sembrare una figurina classica da album. Un’altra può diventare più buffa, quasi da cartone animato. Una terza può avere un’atmosfera da grande partita serale, con luci, ombre e pubblico sullo sfondo. Stampare più copie dà libertà di provare, sbagliare, ricominciare e scegliere la versione preferita.
Il portiere Vozinha è interessante anche perché porta i bambini a guardare il calcio da un punto meno scontato. Spesso si parla di chi segna, di chi dribbla, di chi esulta davanti alla telecamera. Qui, invece, il centro della storia è chi protegge la porta. Un portiere deve avere occhi attenti, mani pronte e tanta pazienza. Deve aspettare il momento giusto, capire il tiro e non perdere la concentrazione. Questa idea si può raccontare mentre il bambino colora, senza trasformare tutto in una lezione. Basta dire: secondo te, dove andrà questo pallone? Vozinha si tufferà o resterà in piedi? I compagni lo stanno chiamando? E da lì il disegno cresce da solo.
La pagina funziona bene anche a scuola, in un laboratorio creativo o durante un’attività a tema Mondiali 2026. I bambini possono colorare la figurina, poi confrontare le scelte. Chi ha fatto la maglia più fantasiosa? Chi ha disegnato il tiro più difficile? Chi ha creato la tribuna più rumorosa? Ogni lavoro mostra una piccola idea diversa. Qualcuno sarà molto preciso, qualcuno userà colori accesi senza paura, qualcuno aggiungerà scritte e simboli. Non serve che tutte le figurine si assomiglino. Anzi, la magia sta proprio nel vedere come lo stesso Vozinha possa diventare tanti personaggi diversi nelle mani dei bambini.
Capo Verde può entrare nel disegno con piccoli tocchi. Una bandierina in un angolo, un mare sullo sfondo, un cielo pieno di vento, colori luminosi intorno al campo. Il bambino può disegnare anche una mappa inventata, un sole grande sopra lo stadio o una linea che mostra il viaggio della palla verso la porta. Tutto questo rende la figurina più ricca e dà al nome Vozinha un posto speciale dentro la pagina. Non è soltanto un nome scritto sotto l’immagine. È il punto di partenza per immaginare un giocatore, una squadra, un paese e un momento di calcio.
Chi cerca Vozinha, Josimar Dias, portiere Vozinha, Capo Verde o giocatore Vozinha trova qui un’attività pensata per bambini che amano il calcio e le figurine da personalizzare. Il testo e il disegno si uniscono in modo semplice: si stampa, si colora, si dipinge se si vuole, si disegna qualche dettaglio extra e poi si conserva il risultato. La pagina può finire in una cartellina, su una parete, dentro un quaderno o in un album fatto a mano. Ogni scelta di colore racconta qualcosa del bambino che l’ha creata, e questo rende il lavoro più bello di una figurina già pronta.
Quando il foglio è completato, Vozinha sembra avere davvero una partita intorno. La porta ha una storia, i guanti hanno carattere, il pallone ha una direzione e il campo non è più vuoto. Forse il bambino ha deciso che la parata è già avvenuta. Forse il tiro sta ancora arrivando. Forse i tifosi sono pronti a saltare in piedi. La cosa bella è che basta stampare un’altra copia per cambiare tutto: un nuovo colore per la maglia, un nuovo cielo, un nuovo pallone, una nuova traiettoria e un nuovo momento da inventare. La figurina di Vozinha da colorare per i Mondiali 2026 resta lì, pronta a diventare ogni volta una piccola avventura di calcio, isole, vento e fantasia.

A soli 5 anni, Gustavo ha trasformato una semplice richiesta di stampare disegni da colorare in un’idea che oggi ispira bambini in oltre 150 paesi.
È così che è nato Imprimivel.com, un progetto creato insieme a suo padre, Jean Bernardo, per diffondere colore, immaginazione e gioia in 10 lingue diverse, raggiungendo un pubblico potenziale di oltre 800 milioni di bambini in tutto il mondo.
Oggi Gustavo è responsabile della selezione dei contenuti, scegliendo con entusiasmo temi e personaggi capaci di far sorridere altri bambini, sempre sotto la supervisione editoriale di suo padre, che trasforma le idee del figlio in realtà.
