Dibu Martínez

20 di Luglio 2026

Figurina stampabile di Dibu Martínez, portiere della nazionale argentina, pensata per bambini che vogliono colorare, dipingere e creare un album di calcio dedicato ai Mondiali 2026

Sai che cosa fece Dibu Martínez prima di una delle partite più importanti della sua vita? Non cercò di diventare più forte con cento tuffi, non prese a pallonate una parete e non rimase da solo a fissare i guanti. Parlò a lungo con il suo psicologo, perché voleva mettere ordine nei pensieri e liberare la testa da tutta la confusione. Mentre intorno a lui cresceva l’attesa per la finale mondiale, Emiliano Martínez si preparava allenando la mente proprio come aveva allenato le mani. Una scelta sorprendente per un portiere famoso per le smorfie, i balletti e le provocazioni sui rigori, ma anche un piccolo segreto che racconta molto di lui. Dietro quel sorriso furbetto c’è un giocatore che conosce la paura, la affronta e poi entra in porta pronto a diventare enorme. La Figurina di Dibu Martínez da colorare nasce proprio da questa energia, un po’ coraggiosa, un po’ buffa e perfetta per accendere la fantasia dei bambini.

Sul foglio non si sente il rumore dello stadio, eppure basta guardare l’espressione del portiere per immaginare che qualcosa stia per succedere. Forse un attaccante ha appena sistemato il pallone sul dischetto. Forse mancano pochi secondi alla fine della partita. Magari l’Argentina è in vantaggio di un solo gol e tutti aspettano una parata decisiva. La scena non è completa, ed è proprio questo il bello. Chi prende in mano le matite può inventare ciò che si trova davanti a Dibu, dietro di lui e perfino fuori dal campo.

La maglia potrebbe ricordare quella della nazionale argentina oppure diventare un completo mai visto prima. Un bambino può scegliere il verde acceso, il viola, l’arancione o un blu così scuro da sembrare il cielo durante una partita serale. Sulle maniche possono comparire stelle, piccole coppe, saette o palloni sorridenti. I guanti possono avere colori diversi, uno dedicato ai tiri rasoterra e l’altro alle conclusioni dirette sotto la traversa. Anche le scarpe possono trasformarsi in qualcosa di speciale, magari con lacci dorati e suole capaci di lasciare sul prato impronte luminose.

Non serve decidere tutto prima di cominciare. Si può colorare un dettaglio, fermarsi a guardarlo e lasciare che da quella scelta nasca l’idea successiva. Se i guanti diventano rossi, forse Dibu sta difendendo una porta circondata da fiamme magiche. Se la maglia è argentata, la partita potrebbe svolgersi su una stazione spaziale. Con un po’ di azzurro e bianco, invece, la figurina può ricordare le grandi serate dell’Argentina, con le bandiere che si muovono sugli spalti e i tifosi che cantano fino a perdere la voce.

La parte più divertente può cominciare proprio intorno al disegno del Dibu Martínez. Dietro il portiere si può disegnare una porta enorme, con la rete piena di quadratini. Più lontano possono apparire fotografi, compagni di squadra, cartelloni pubblicitari inventati e una curva coperta di bandiere. Sul tabellone luminoso, il bambino può scrivere il risultato che preferisce. Potrebbe essere una finale combattutissima oppure una partita assurda tra l’Argentina e una squadra di dinosauri con gli scarpini.

Dibu è diventato celebre soprattutto nei momenti in cui il pallone viene sistemato sul dischetto. Prima di un rigore cammina lungo la linea di porta, batte le mani, parla e muove le spalle come se avesse appena sentito partire una canzone. Il tiratore cerca di concentrarsi, mentre il portiere fa di tutto per occupare i suoi pensieri. Visto da casa, quel momento sembra quasi una scenetta comica. Da una parte c’è un giocatore serissimo che prova a scegliere l’angolo, dall’altra c’è Dibu che sorride come se conoscesse già la direzione del tiro.

Questa situazione può diventare un piccolo fumetto. Accanto alle spalle del portiere si possono aggiungere note musicali. Il pallone può avere occhi grandi e un’espressione preoccupata. Il rigorista può pensare a tre angoli diversi senza riuscire a scegliere. Sugli spalti, un tifoso si copre il viso con la sciarpa, mentre un altro guarda attraverso le dita. Una scritta grande come “PAM” può accompagnare il tiro, seguita da un enorme “PARATA” quando Dibu riesce a respingerlo.

Chi ama disegnare può creare una sequenza completa. Nel primo riquadro l’arbitro indica il dischetto. Nel secondo il portiere sistema i guanti. Nel terzo l’attaccante parte di corsa. Nell’ultimo succede qualcosa di imprevedibile. Il pallone può finire tra le mani di Dibu, colpire il palo oppure volare così in alto da atterrare tra gli spettatori. Magari un piccione appoggiato sulla traversa si spaventa e scappa, lasciando cadere una piuma sulla testa del portiere.

Anche il soprannome Dibu sembra fatto apposta per una pagina da colorare. Quando Emiliano Martínez era piccolo, i suoi compagni notarono una somiglianza con il protagonista di una serie argentina che univa attori veri e animazione. Il giovane portiere aveva i capelli chiari, le lentiggini e un’aria che ricordava quel personaggio. Iniziarono a chiamarlo Dibu e il nome rimase con lui durante gli allenamenti, i viaggi, le vittorie e le sconfitte. Oggi moltissime persone lo conoscono prima come Dibu e poi come Emiliano.

C’è qualcosa di buffo in questa storia. Un bambino soprannominato per la somiglianza con un personaggio animato cresce e diventa protagonista di una figurina da dipingere. Il cerchio si chiude con una scatola di colori aperta sul tavolo. Dibu torna nel mondo dei disegni, ma questa volta ogni piccolo artista può scegliere che aspetto avrà la sua nuova avventura.

Il cammino di Emiliano Martinez verso i grandi stadi è stato molto più lungo di quanto si possa immaginare guardandolo oggi. Partì giovane dall’Argentina e arrivò in Europa pieno di sogni. Non trovò subito una maglia da titolare e non diventò immediatamente famoso. Passò da una squadra all’altra, venne mandato in prestito e trascorse parecchio tempo aspettando il proprio turno. Mentre altri portieri giocavano, lui continuava ad allenarsi.

Per anni preparò la borsa, cambiò spogliatoio e imparò a conoscere nuovi compagni. Ogni volta doveva ricominciare, conquistare fiducia e dimostrare ciò che sapeva fare. Non poteva sapere quando sarebbe arrivata la grande occasione. Poteva soltanto lavorare sui tuffi, sulle uscite, sui passaggi e sulle prese alte. Quando finalmente ebbe la possibilità di giocare con continuità, tutte quelle ore nascoste iniziarono a farsi vedere.

La sua storia può accompagnare i bambini anche mentre colorano. Un disegno non deve diventare perfetto al primo tentativo. La matita può superare il contorno, il pennarello può lasciare una macchia e una tonalità può risultare diversa da quella immaginata. Non c’è bisogno di buttare via il foglio. La macchia può diventare un coriandolo, una chiazza di fango o un nuovo simbolo sulla maglia. Una linea storta può trasformarsi nella traiettoria del pallone.

Aspettare e provare ancora non rende l’attività meno divertente. Alcuni dettagli richiedono più calma, soprattutto il volto, i guanti e le pieghe della divisa. I bambini più piccoli possono usare pastelli a cera e riempire le zone grandi con movimenti larghi. Quelli più grandi possono creare ombre leggere con le matite colorate, aggiungere motivi sulla maglia e curare la rete della porta. I pennarelli sono perfetti per le bandiere e le scritte, mentre le tempere lavabili possono dare al cielo o al prato un aspetto completamente diverso.

Si possono anche incollare pezzetti di carta colorata. Un quadratino dorato diventa un coriandolo, una striscia azzurra si trasforma in una bandiera e un cerchio argentato può sembrare una medaglia. In questo modo la figurina di Dibu Martínez da stampare diventa un piccolo lavoretto creativo, a metà tra il colorare, il disegnare e il costruire.

La mente allenata di Dibu offre un’altra idea per personalizzare l’immagine. Prima di una grande partita potrebbe avere un rituale segreto. Forse tocca entrambi i pali, chiude gli occhi e immagina una parete invisibile davanti alla porta. Magari pensa alla famiglia o ripete una frase che gli dà coraggio. Ogni bambino può inventare un gesto e rappresentarlo con un simbolo nascosto nel disegno.

Un cuore sul polsino può ricordare una persona cara. Una stella sul guanto può essere il segno della fortuna. Una piccola iniziale vicino al colletto può appartenere a qualcuno che fa il tifo per lui. Nessun altro deve conoscere il significato. Quel particolare resta un segreto tra il bambino e il suo portiere.

Essere coraggiosi non vuol dire non avere mai paura. Anche un campione può sentire il cuore battere forte. I bambini conoscono bene quella sensazione. Può arrivare prima di una verifica, durante il primo allenamento con una nuova squadra o quando bisogna parlare davanti alla classe. Dibu ha imparato che chiedere aiuto e parlare delle proprie emozioni può rendere più preparati, non più deboli.

Questa parte della sua storia può trasformare il momento del colore in una chiacchierata semplice tra adulti e bambini. Che cosa aiuta a calmarsi prima di qualcosa di difficile? Una canzone, un abbraccio, un respiro lento o una frase divertente? Il portiere può ricevere sul foglio lo stesso portafortuna scelto dal piccolo artista.

Una delle parate più famose di Dibu arrivò durante la finale mondiale del 2022. Mancavano pochissimi istanti e un attaccante francese si trovò davanti alla porta con un’occasione enorme. Il tiro sembrava diretto verso la rete. Emiliano Martínez rimase in piedi fino all’ultimo momento, allargò il corpo e fermò il pallone con la gamba. Fu un gesto rapidissimo, ma quel secondo cambiò il ricordo di tutta la partita.

La parata può essere ridisegnata senza copiarla. Il pallone può viaggiare circondato da linee di velocità. Sul prato possono apparire zolle sollevate dagli scarpini. I compagni argentini possono correre verso la porta con le braccia alzate. Dietro la rete, ogni tifoso può avere una faccia diversa. Qualcuno urla, qualcuno resta a bocca aperta e qualcuno ha perso il cappello per la sorpresa.

Nella fantasia, l’attaccante non deve essere per forza un calciatore normale. Potrebbe essere un robot con tre gambe, un cavaliere con l’armatura o un pinguino campione di rigori. Il pallone potrebbe essere fatto di ghiaccio e rimpicciolirsi mentre vola. La porta potrebbe trovarsi su una nave pirata, in fondo al mare oppure sulla Luna, dove ogni tiro resta sospeso in aria molto più a lungo.

Dibu può persino ricevere una maschera da supereroe. Il mantello non sarebbe comodissimo durante un tuffo, ma in un disegno tutto è possibile. I guanti possono lanciare scintille e la rete può illuminarsi quando il pallone si avvicina. Il prato può essere viola, il cielo verde e gli spettatori possono essere mostriciattoli gentili con sciarpe colorate.

Chi preferisce il calcio più realistico può creare uno stadio serale. I riflettori illuminano il campo, il cielo è scuro e migliaia di puntini colorati rappresentano il pubblico. Dietro la porta ci sono telecamere, fotografi e raccattapalle. Una borraccia è appoggiata vicino al palo e un asciugamano si trova dietro la rete. Questi piccoli particolari rendono la scena piena di vita.

La relazione di Dibu con i compagni può dare origine ad altre immagini. Il portiere ha mostrato spesso un forte legame con Lionel Messi e con tutta la squadra argentina. Quando un estremo difensore para, protegge il lavoro dei giocatori che hanno corso per il campo. Una grande parata appartiene a tutta la squadra, proprio come un gol nasce spesso da più passaggi.

Accanto al portiere si può disegnare Messi che corre per abbracciarlo oppure un gruppo di calciatori che festeggia. Le maglie possono avere i nomi degli amici, dei fratelli o dei cugini. Ognuno riceve un numero e un compito. C’è chi batte i calci d’angolo, chi corre velocissimo e chi racconta le battute nello spogliatoio. La nazionale immaginaria diventa così una squadra personale.

Fuori dal campo, Emiliano viene spesso descritto come una persona allegra, affettuosa e molto legata alla famiglia. Il portiere che cerca di mettere in difficoltà gli avversari durante i rigori può essere dolce e scherzoso quando la partita termina. Anche questa parte può comparire nella figurina. Un cuore disegnato sul guanto, una dedica sulla maglia o una famiglia che saluta dagli spalti raccontano qualcosa che non si vede sul tabellone.

Stampare la Figurina di Dibu Martínez può essere una bella idea per un pomeriggio di pioggia, una festa a tema calcio o una giornata dedicata ai Mondiali 2026. Con più copie, ogni bambino può creare una versione diversa. Una avrà i colori dell’Argentina, un’altra mostrerà un portiere spaziale e una terza trasformerà la porta in un castello difeso da draghi.

Quando i lavori vengono messi uno accanto all’altro, la stessa figura sembra aver vissuto tante partite diverse. In un foglio piove e il campo è pieno di pozzanghere. In un altro ci sono coriandoli e luci colorate. In un altro ancora gli spalti sono occupati da animali con cappellini e bandiere. Non serve scegliere il disegno migliore. È molto più divertente ascoltare la storia nascosta dietro ogni pagina.

La figurina può entrare anche in un album artigianale dei Mondiali 2026. Ogni nazionale riceve una pagina con la bandiera, i nomi dei calciatori e piccoli elementi decorativi. Nello spazio dedicato all’Argentina, Dibu Martínez può essere circondato da guanti, stelle, palloni e coppe. Accanto alla figura si può scrivere la curiosa origine del suo soprannome oppure inventare il racconto di una parata.

L’album non deve assomigliare a quelli venduti in edicola. Può contenere squadre fantastiche, stadi galleggianti e carte speciali. Dibu potrebbe vincere il premio per il guanto più colorato o per il balletto più buffo prima di un rigore. Una figurina dorata può celebrare la parata contro un drago, mentre una carta argentata mostra il pallone fermato sulla Luna.

Una volta completata, la pagina può decorare la cameretta, una cartellina o la copertina di un quaderno. Con l’aiuto di un adulto, si può ritagliare la figurina e incollarla su un cartoncino più spesso. Diventerà una grande carta da collezione fatta a mano, da conservare o regalare a un amico che ama il calcio.

Manca soltanto il nome della parata. “Il rigore delle stelle”, “Dibu contro i robot” oppure “La presa dei guanti magici” possono dare il via alla storia. Il bambino può scrivere sotto l’immagine se il pallone è stato bloccato, respinto con il piede o spedito fuori dallo stadio. Dibu sistema i guanti, guarda davanti a sé e aspetta. Il prossimo tiro non è ancora partito, perché prima deve essere disegnato da chi ha scelto i colori.