
Il pallone rotola verso la fascia e per un attimo sembra destinato a uscire. Un bambino davanti alla televisione allunga già la mano verso il telecomando, convinto che l’azione sia finita, quando Achraf Hakimi compare all’improvviso dentro l’inquadratura. Un controllo rapido, due passi lunghissimi e la difesa avversaria si ritrova a inseguire. Non è soltanto una questione di velocità. Hakimi ha un talento speciale nel capire dove nascerà lo spazio prima ancora che gli altri lo vedano. Osserva un difensore che si sposta, nota un passaggio un po’ corto, intuisce il movimento di un compagno e parte nel momento esatto. Per questo la Figurina di Achraf Hakimi da colorare per i Mondiali 2026 sembra quasi sul punto di scappare via dal foglio. Basta guardarla per immaginare il rumore dello stadio, il pubblico che si alza e quel corridoio libero lungo la fascia che aspetta solo di essere riempito di colore.
Prima di prendere matite e pennarelli, si può inventare ciò che sta per succedere. Hakimi sta preparando una corsa verso l’area oppure ha appena recuperato il pallone vicino alla propria porta? Ha visto un compagno libero oppure vuole sorprendere tutti con un cambio di direzione? Il disegno non racconta già tutto, e proprio per questo lascia spazio a una storia diversa ogni volta. Un bambino può immaginare una partita serale, con i riflettori accesi e il cielo blu scuro. Un altro può disegnare uno stadio nel deserto, circondato da dune e bandiere rosse e verdi. Qualcuno potrebbe trasformare il campo in una gigantesca pista luminosa, dove ogni scatto lascia una scia dietro le scarpe. La maglia può ricordare quella del Marocco, può prendere spunto dal PSG oppure diventare la divisa di una squadra inventata, con stelle, fulmini, simboli misteriosi e colori che non si sono mai visti in una vera partita.
Achraf Hakimi è nato a Madrid e ha iniziato presto a giocare a calcio. Crescendo nel settore giovanile del Real Madrid ha dovuto imparare una cosa che da fuori sembra semplice, ma non lo è affatto: correre forte serve davvero solo quando si sceglie il momento giusto. Un giocatore può essere velocissimo e arrivare comunque tardi se parte nella direzione sbagliata. Hakimi ha allenato lo sguardo, la prontezza e la capacità di capire dove si muoveranno compagni e avversari. Un piccolo spazio può aprirsi per pochissimo tempo e richiudersi subito. Lui spesso riesce a entrarci prima che qualcuno provi a fermarlo. Questa curiosità può diventare un gioco sul foglio. Davanti alla figurina si possono disegnare tre percorsi diversi, magari uno vicino alla linea laterale, uno verso il centro e uno diretto a un compagno immaginario. Ogni strada può avere un colore diverso, e alla fine si sceglie quale sarà la corsa decisiva.
La parte più divertente arriva quando quei percorsi iniziano a riempirsi di dettagli. Accanto a una freccia si può disegnare un difensore che prova a chiudere il passaggio. Più avanti può comparire un attaccante che alza il braccio per chiedere il pallone. Vicino alle scarpe si possono aggiungere ciuffi d’erba sollevati dalla corsa, mentre dietro al corpo alcune linee curve daranno l’idea del movimento. Se il disegno deve sembrare ancora più veloce, bastano piccoli lampi, stelle o una scia colorata. Chi ama le scene buffe può inserire un portiere robot, un arbitro con un cappello enorme o una mascotte che tenta di tenere il passo. Disegnare e colorare la Figurina di Achraf Hakimi permette di costruire la partita pezzo dopo pezzo, senza dover seguire una scena già pronta.
Il legame di Hakimi con il Marocco rende questa attività ancora più ricca di idee. Anche se è nato in Spagna, ha scelto di rappresentare il Paese della sua famiglia e nel tempo è diventato uno dei volti più riconoscibili della nazionale marocchina. Le tribune possono quindi riempirsi di bandiere rosse con la stella verde, sciarpe, tamburi e cartelli preparati dai tifosi. La cornice della figurina può avere motivi geometrici ispirati ai colori del Marocco, mentre sullo sfondo può comparire un grande leone, richiamando i Leoni dell’Atlante. Non deve per forza essere un animale serio. Può indossare calzettoni troppo lunghi, tenere il pallone sotto una zampa e urlare indicazioni dalla panchina. Anche il pubblico può essere inventato in modo libero, con famiglie, bambini, animali e personaggi fantastici tutti insieme sugli spalti.
Il cammino del Marocco ai Mondiali 2022 ha lasciato un ricordo fortissimo in tantissimi tifosi. La squadra è arrivata fino alle semifinali e ha scritto una pagina speciale nella storia del calcio africano. Hakimi faceva parte di quel gruppo e in molte partite ha mostrato proprio le qualità che lo rendono così riconoscibile: corse lunghe, recuperi, attenzione e coraggio. La Figurina di Achraf Hakimi per i Mondiali 2026 può diventare il primo pezzo di un album costruito a casa. Non serve molto. Un quaderno, alcune pagine stampate, colla e colori sono più che sufficienti. Ogni pagina può appartenere a una nazionale diversa. Quella del Marocco può essere decorata con bandiere, palloni, stelle e piccole schede scritte a mano. Accanto alla figurina si possono inventare abilità come scatto lampo, passaggio segreto, recupero turbo e coraggio da leone.
Nel PSG Hakimi ha mostrato spesso quanto sia capace di passare dalla difesa all’attacco in pochissimi istanti. In una stessa azione può aiutare a riconquistare il pallone e poco dopo trovarsi già vicino all’area avversaria. Guardandolo giocare, a volte sembra che il campo diventi improvvisamente più corto. Questa caratteristica può trasformarsi in una doppia attività. Basta stampare due copie del disegno. Nella prima Hakimi può essere inserito in una scena difensiva, con un avversario che avanza e il portiere pronto alle sue spalle. Nella seconda può apparire lanciato verso la porta, con un compagno libero e un difensore in ritardo. Le due versioni possono avere colori opposti, stadi diversi e perfino condizioni atmosferiche differenti. Una partita può svolgersi sotto la pioggia, l’altra in una serata piena di luci.
Colorare diventa ancora più coinvolgente quando qualcuno racconta la partita ad alta voce. Un adulto, un fratello o un amico può improvvisare la telecronaca mentre il bambino aggiunge nuovi elementi. Hakimi riceve il pallone vicino alla fascia, guarda avanti e vede due giocatori che si avvicinano. A quel punto chi ha in mano la matita decide come prosegue l’azione. Una freccia verso il centro significa cambio di direzione. Un compagno disegnato dentro l’area apre la possibilità di un assist. Un pallone tracciato in aria trasforma la scena in un cross. La storia può iniziare in modo realistico e poi diventare sempre più strana. Forse gli avversari sono astronauti, il portiere è un polpo e sugli spalti ci sono cento pappagalli con sciarpe colorate. Il foglio non impone limiti, quindi ogni idea può entrare in campo.
I materiali cambiano molto l’aspetto della figurina. Le matite colorate sono perfette per il viso, i capelli, le scarpe e i piccoli dettagli della divisa. I pastelli a cera riempiono velocemente il prato e le tribune, lasciando colori pieni e allegri. I pennarelli danno forza ai numeri, alle bandiere e alla cornice. Chi preferisce dipingere può stampare il disegno su carta più spessa e usare tempere o acquerelli per creare uno sfondo più ampio. Si possono mescolare varie tonalità di verde per il campo, arancione e rosa per il tramonto oppure blu e giallo per una partita sotto i riflettori. Anche combinare tecniche diverse può dare un risultato molto bello. Hakimi può essere colorato a matita, il cielo dipinto con il pennello e il pubblico aggiunto con tanti piccoli punti fatti con i pennarelli.
Quando si colora, qualche imprevisto capita quasi sempre. Una linea supera il contorno, due colori si mescolano oppure compare una macchiolina proprio dove non era prevista. Non è un problema. Un tratto lungo può diventare un raggio di luce. Una macchia verde vicino alle scarpe può sembrare erba sollevata durante lo scatto. Un colore mescolato può trasformarsi in una nuova decorazione sulla maglia. La figurina non deve essere perfetta per essere riuscita bene. Deve sembrare davvero creata da chi l’ha dipinta. Un bambino può seguire i colori del Marocco, un altro può disegnare Hakimi come un supereroe, con scarpe luminose e una divisa argentata. Entrambe le idee funzionano perché raccontano storie diverse.
Dopo aver colorato, la pagina può diventare una vera carta da gioco. Con l’aiuto di un adulto, si può ritagliare la figurina e incollarla su un cartoncino. Sul retro c’è spazio per scrivere valori inventati per velocità, passaggio, difesa e tiro. Si possono anche aggiungere mosse speciali. Lo scatto invisibile consente a Hakimi di superare due avversari. Il cross perfetto manda il pallone esattamente dove serve. Il ritorno lampo lo riporta in difesa prima dell’attacco rivale. Preparando altre carte con diversi giocatori, si può inventare un gioco da tavolo. Un dado decide gli spostamenti, una moneta stabilisce chi comincia e le abilità scritte sul retro cambiano l’esito delle azioni. Le regole possono essere create insieme e modificate quando nasce un’idea più divertente.
La Figurina di Achraf Hakimi da stampare si presta bene anche a una festa a tema calcio. Basta mettere diverse copie su un tavolo insieme a matite, pennarelli, adesivi e cartoncini. Ogni bambino può inventare la propria versione. Alcuni sceglieranno i colori del Marocco, altri quelli ispirati a Parigi, mentre qualcuno creerà una squadra completamente nuova con un nome come Leoni Veloci, Fulmini Rossi o Stelle del Quartiere. Quando tutti hanno terminato, i disegni possono essere appesi alla parete per formare una piccola mostra dedicata ai Mondiali 2026. Partendo dalla stessa immagine nasceranno tante scene diverse, con maglie, stadi e tifosi che non si somigliano affatto.
A casa, questa attività può riempire un pomeriggio di pioggia, accompagnare una giornata dedicata al calcio o diventare un regalo per un amico. La figurina finita può essere attaccata in cameretta, sistemata sul frigorifero oppure inserita in una raccolta di giocatori. Chi ama i fumetti può allargare la scena aggiungendo alcune vignette intorno all’immagine principale. Nella prima Hakimi vede uno spazio libero. Nella seconda comincia la corsa. Nella terza manda il pallone in area. Nell’ultima i compagni festeggiano con bandiere e cori. I personaggi possono parlare attraverso fumetti, fare battute o commentare la partita. Se la storia piace, può continuare su altre pagine con nuovi giocatori e nuove sfide.
La velocità di Hakimi colpisce subito, ma dietro alle sue corse ci sono attenzione, allenamento e scelte rapide. Deve guardare il pallone, controllare gli avversari e capire dove si stanno muovendo i compagni. Tutto succede in pochi secondi. Anche colorare richiede piccole decisioni, ma non serve avere fretta. Alcune parti possono essere completate con calma, altre con tratti larghi. Un’idea può cambiare durante il lavoro. La maglia iniziata in rosso può ricevere decorazioni dorate. Uno stadio realistico può trasformarsi piano piano in un’arena fantastica. Ogni scelta rende il disegno più personale.
Quando la figura sembra completa, resta ancora da guardare tutto ciò che la circonda. C’è spazio per un tabellone con un risultato inventato? Potrebbero comparire fotografi vicino al campo, palloncini sopra le tribune o coriandoli che cadono dal cielo. Dietro la porta si può disegnare un tifoso con un cartello dedicato a Hakimi. Qualcuno preferirà riempire ogni centimetro, mentre altri lasceranno molto bianco intorno al giocatore per farlo risaltare. Entrambe le soluzioni possono essere bellissime, perché dipendono dall’atmosfera scelta.
Il bambino davanti alla televisione ha ormai dimenticato il telecomando. Il pallone che sembrava destinato a uscire è ancora in gioco, il pubblico rumoreggia e Hakimi ha appena trovato un altro varco lungo la fascia. Sul foglio la corsa deve ancora cominciare, ma basta il primo colore per far comparire lo stadio, i tifosi e tutta l’azione. La prossima giocata appartiene a chi impugna la matita.

A soli 5 anni, Gustavo ha trasformato una semplice richiesta di stampare disegni da colorare in un’idea che oggi ispira bambini in oltre 150 paesi.
È così che è nato Imprimivel.com, un progetto creato insieme a suo padre, Jean Bernardo, per diffondere colore, immaginazione e gioia in 10 lingue diverse, raggiungendo un pubblico potenziale di oltre 800 milioni di bambini in tutto il mondo.
Oggi Gustavo è responsabile della selezione dei contenuti, scegliendo con entusiasmo temi e personaggi capaci di far sorridere altri bambini, sempre sotto la supervisione editoriale di suo padre, che trasforma le idee del figlio in realtà.
