Bucky Oryx-Antlerson

Bucky Oryx Antlerson da colorare ispirato al kudu di Zootropolis

Non era il rumore a sorprendere gli abitanti del Grand Pangolin Arms. Quello ormai faceva parte della normalità. La cosa davvero sorprendente era che nessuno riusciva mai a capire cosa stesse succedendo dietro una certa porta. Un giorno sembrava che qualcuno stesse spostando mezzo appartamento. Il giorno dopo si sentivano risate, voci e passi che andavano avanti e indietro come se fosse in corso una festa improvvisata. Eppure, ogni volta che qualcuno provava a immaginare la scena dall’altra parte del muro, la realtà risultava ancora più buffa. In quel piccolo universo pieno di animali straordinari che è Zootropolis, Bucky Oryx Antlerson ha il raro talento di rendere interessante anche il momento più ordinario. Forse è proprio questo il motivo per cui tanti bambini si divertono a colorarlo. Non sembra mai una figura ferma. Sembra sempre qualcuno che sta per combinare qualcosa.

Quando un bambino osserva un disegno di Bucky pronto da colorare, spesso la prima cosa che fa non è scegliere un pennarello. Prima arriva la fantasia. Ci si chiede cosa stesse facendo pochi minuti prima di quella scena. Forse stava cercando qualcosa che aveva perso. Forse stava discutendo con il vicino per un motivo assurdo. Forse aveva avuto una delle sue idee stravaganti che sembrano semplici all’inizio e finiscono per coinvolgere mezzo edificio. È proprio questo spazio lasciato all’immaginazione che rende il personaggio così divertente. Non esiste una sola storia. Ne esistono infinite, e ogni bambino può inventarne una diversa.

Ispirato a un kudu animale, Bucky possiede un aspetto che cattura subito l’attenzione. Le sue grandi corna sembrano fatte apposta per essere colorate in mille modi differenti. Alcuni bambini preferiscono utilizzare colori naturali. Altri decidono che un personaggio così vivace merita qualcosa di molto più originale. Corna blu, viola, arancioni, dorate o persino arcobaleno. In un foglio da colorare non esistono regole rigide. Esistono soltanto idee. Ed è proprio quando le idee iniziano a prendere forma che il disegno diventa qualcosa di speciale.

Mentre i colori riempiono lentamente il personaggio, accade una cosa curiosa. Il foglio comincia ad allargarsi nella mente di chi sta disegnando. Accanto a Bucky appare un divano. Poi una finestra. Poi una lampada. Successivamente compare una porta e dietro quella porta nasce un’altra stanza. Senza quasi accorgersene, il bambino sta costruendo l’intero appartamento del personaggio. Alcuni aggiungono pile di cuscini. Altri immaginano mensole piene di oggetti strani. Altri ancora disegnano corridoi, scale e vicini che passano davanti alla porta. Il semplice disegno iniziale diventa un piccolo pezzo di Zootropolis creato completamente dalla fantasia.

Questo succede perché Bucky appartiene a quella categoria di personaggi che sembrano vivere anche quando non sono sullo schermo. Ci sono protagonisti che raccontano tutta la loro storia davanti agli occhi dello spettatore. Bucky invece lascia spazio ai misteri. Nessuno sa davvero come trascorra le sue giornate. Nessuno conosce tutti i dettagli della sua vita. E proprio questa mancanza di risposte rende il personaggio ancora più interessante. Ogni bambino può immaginare una versione diversa di lui. C’è chi lo vede come un vicino rumoroso ma simpatico. C’è chi lo immagina come un organizzatore di feste. C’è chi pensa che sia sempre coinvolto in avventure buffe e imprevedibili.

Spesso, mentre colorano, i bambini iniziano a inventare dialoghi. Judy Hopps bussa alla porta per chiedere cosa stia succedendo. Nick Wilde passa nel corridoio e commenta la situazione con il suo solito sorriso ironico. Pronk compare all’improvviso e trasforma una semplice conversazione in qualcosa di completamente diverso. Il foglio non rappresenta più soltanto un personaggio Disney. Diventa una scena viva, piena di movimento e di possibilità. Ogni colore aggiunto sembra raccontare un nuovo pezzo della storia.

Una delle cose più belle dei disegni da colorare è che non esiste una conclusione obbligatoria. Quando un libro finisce, la storia termina. Quando un film arriva ai titoli di coda, l’avventura si interrompe. Un disegno invece continua a vivere. Dopo aver colorato Bucky, molti bambini prendono un’altra pagina e disegnano cosa succede dopo. Magari immaginano una gara tra vicini. Oppure una festa nel cortile del palazzo. Qualcuno inventa una missione segreta. Qualcun altro crea una gigantesca battaglia di cuscini. Ogni nuova idea nasce dalla precedente e trasforma un’attività semplice in un viaggio creativo che può durare ore.

Anche il kudu animale che ha ispirato il personaggio aggiunge un elemento affascinante. Le sue corna eleganti e la sua figura particolare incuriosiscono molti bambini. Alcuni vogliono sapere se esiste davvero. Altri cercano immagini per confrontarle con il personaggio di Zootropolis. Tutto questo avviene in modo naturale, mentre si gioca e ci si diverte. Nessuno ha l’impressione di stare studiando. La curiosità nasce spontaneamente e accompagna l’immaginazione.

Quando il disegno è finalmente completato, rimane molto più di una semplice immagine colorata. Rimane una storia inventata, un appartamento immaginario, una serie di avventure nate durante il tempo trascorso con matite e pennarelli. Rimane una versione unica di Bucky Oryx Antlerson che non sarà mai identica a quella di nessun altro bambino. È proprio questo il fascino dei personaggi come lui. Offrono un punto di partenza, ma lasciano che sia la fantasia a decidere dove andare. E tra i corridoi del Grand Pangolin Arms, tra vicini curiosi, porte che si aprono e idee che arrivano all’improvviso, c’è sempre spazio per una nuova avventura da colorare, disegnare, stampare e immaginare.